Questo sito utilizza cookie, anche di terze parti, per migliorare la tua esperienza. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsenti all’uso dei cookie.

VICTOR UGO... IL DISCORSO DEL 1849...

10259757 768530799835263_1421083722459805569_nPARIGI. 1849... Molti di voi vengono dai punti più lontani del globo, col cuore pieno di un pensiero religioso e santo (...). Voi state per aggiungere ai principi che dirigono oggidì gli uomini di stato (...) un principio superiore. Voi state per aggiungere al Vangelo un ultimo e più augusto foglio, quello che impone la pace ai figli dello stesso Iddio; e, in questa città che finora ha proclamato soltanto la fratellanza dei cittadini, voi state per proclamare la fratellanza degli uomini.

Siate i benvenuti! Signori, è un pensiero pratico questo pensiero della Pace universale che vuole tutte le nazioni legate fra loro da un legame comune, col Vangelo per legge suprema, sostituendo la mediazione alla guerra? E’ questa un’idea realizzabile?

Molti di coloro che si dicono spiriti positivi rispondono no.

Quanto a me. Io rispondo senza esitare: sì.

Io vado ancora più lontano: non dico soltanto è una meta raggiungibile, dico è una meta inevitabile: è possibile affrettarne o ritardarne il compimento... Ecco tutto.

La legge del mondo non è, non può essere distinta da quella di Dio. Ora la legge di Dio non è la guerra, è la pace. Gli uomini hanno cominciato colla lotta, come la creazione col caos. Donde vengono? Dalla guerra, questo è evidente (...).

Ma dove vanno? Alla Pace. Questo pure è evidente.

Verrà un giorno in cui (...) la guerra sembrerà così assurda ed impossibile fra Parigi e Londra, fra Pietroburgo e Berlino, da parere impossibile come ai dì nostri una guerra fra Rouen ed Amiens, fra Boston e Philadelphia.

Verrà un giorno in cui in Francia, in Russia, in Italia, in Inghilterra, in Germania, in tutte le nazioni del continente, senza perdere le nostre qualità distinte e le nostre gloriose individualità, vi unirete serenamente in una unità superiore e costruirete la fratellanza europea, così come la Normandia, la Bretagna, la Borgogna e tutte le nostre province si sono fuse nella Francia (...).

Verrà un giorno in cui non esisteranno più altri campi di battaglia se non i mercati, che si apriranno al commercio, e gli spiriti, che sono aperti alle idee. Verrà un giorno in cui le pallottole e le granate saranno sostituite dal diritto di voto, dall’armonizzazione universale dei popoli, dal rispettabile tribunale arbitrale di un senato grande e sovrano (…).

Verrà un giorno in cui si vedrà come i due grandi gruppi di paesi, gli stati Uniti d’America e gli stati Uniti d’Europa (...), si guarderanno in faccia, si porgeranno la mano attraverso i mari, scambieranno i loro prodotti, il loro commercio, le loro industrie, le loro arti, i loro geni al fine di trarre dalla collaborazione fra le due forze infinite, fra la fraternità degli uomini e l’onnipotenza di Dio, il maggiore benessere possibile per tutti!

D’ora in poi il fine dell’alta e vera politica sarà il seguente: lavorare per il riconoscimento delle nazionalità, ristabilire l’unità storica dei popoli e combinare questa unità, mediante la pace, con la civiltà, aumentare continuamente il numero dei popoli civilizzati, dare un buon esempio ai popoli ancora barbari e sostituire le guerre con tribunali arbitrali.

In poche parole, che contengono tutto: il diritto deve avere l’ultima parola, che nel vecchio mondo era pronunciata dalla forza.

(Discorso inaugurale alla Conferenza di pace di Parigi del 1849 - VICTOR UGO)