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MATTARELLA PREMI ANCHE GIBBONI, GADJIEV ED ARMELLINI...

MATTARELLA PREMI ANCHE GIBBONI, GADJIEV ED ARMELLINI...

Il Presidente Mattarella dovrebbe invitare (e premiare) al Quirinale anche Giuseppe Gibboni, vincitore del Premio Paganini, ed Alessando Gadjiev ed Eleonora Armellini, arrivati, rispettivamente,...

DA SALERNO, IL

DA SALERNO, IL "NUOVO PAGANINI"...

GENOVA, 26 ottobre 2021... Dopo 24 anni, il Premio Paganini, il primo posto del Concorso Internazionale per violino dedicato al nostro virtuoso più famoso della storia, è tornato nelle mani di un...

LA XVIII EDIZIONE DELLO

LA XVIII EDIZIONE DELLO "CHOPIN" DI VARSAVIA...

Anno 2021... 18° Edizione del Concorso Pianistico Internazionale "Chopin" di Varsavia. Ha vinto il 24enne canadese Bruce (Xiaoyu) Lii... All'esito di un attento esame della performance di questo...

TROPPA

TROPPA "RICHIESTA DI STATO"!

L’ultima settimana è stata caratterizzata da molteplici occasioni di “scontro” (ma, anche, di pregnanti riflessioni) sui rapporti tra la politica e la storia; tra la nostra società e tutto quello...

RITROVANDO LA VIA, STANDO TRA LA GENTE...

downloadLa nostra Patria è sempre stata considerata la “culla” del diritto. Una grandezza figlia di specifiche operatività e di una sapiente lungimiranza, culturale e valoriale. E' di palmare evidenza, infatti, come “l'attualità del mito del diritto romano” - che, detto per inciso, è stato, ed è, alla base di tutto il sistema giuridico europeo - sia stato il risultato anche della sapiente attività dei “Iuris Prudentes”, dei “giureconsulti”, vale a dire di quella pletora di giuristi che, nella formulazione dei responsa – quindi dei pareri che i privati chiedevano loro in vista dei giudizi pendenti innanzi ai Pretori, e nei quali erano coinvolti - “tastavano il polso della società del tempo” affinchè il loro “dicere ius” fosse adeguato alle reali esigenze di giustizia frattanto emerse o comunque in essere...

Una sapienza tipica di una dimensione culturale che è parte del nostro DNA di Popolo ma che, talvolta, si corre il rischio di dimenticare. Se per “un attimo” allargo i confini del ragionamento e "penso" alla Destra, in effetti è giocoforza considerare quanto ci sia davvero ancora tantissimo da fare, e di quanto siano fondamentale il “sentire” ed il coinvolgimento della “base”, della gente...

La storia insegna che le operazioni calate dall'alto, o le varie “officine”, come le mere sommatorie di partiti, non hanno mai avuto molto senso, soprattutto quando rischiano di essere l'ennesima spinta a trazione “romanocentrica”, con le segreterie di partito impegnate a supplire l'anima e la “voce” della gente, cercando di offrire loro un “prodotto” con la speranza che possa piacere o, comunque, in qualche modo “infiammare gli animi”. Sarò un idealista oltranzista, ma credo che il viatico debba essere totalmente diverso.

Nella specie una “movimentazione” valoriale che si incentri su uno specifico manifesto politico e culturale che, anche sfruttando le potenzialità della rete, come quelle della militanza nelle “vie” ampie della città (ivi compresi i luoghi di lavoro e le scuole!), si arricchisca di contenuti provenienti dal basso e che dalla stessa base tragga la propria legittimazione sulla scorta di una specifica “costituente”. Un progetto nuovo ed un simbolo nuovo, adeguati ai tempi, ed in cui tradizione e innovazione possano fondersi in modo davvero autentico. I veterani, poi, dovrebbero mettersi dietro ad una scrivania per consigliare e fare scuola.

Il proscenio dovrebbe essere lasciato alle nuove leve, giovani o meno giovani che siano...

La DESTRA ha il suo "perchè" se parte ed agisce dal basso; se parla con la gente e tra la gente; se “tasta il polso” alla società civile e se con essa, e in essa, opera con l'ardente “fiamma” della “passione appassionata”: non la si può riconcepire nei salotti buoni nei quali e' stata, invece, "diversamente messa da parte" come se fosse un'etichetta di cui vergognarsi o da cui “liberarsi velocemente”, magari “subito dopo” essere stati eletti proprio grazie ad essa, e per acuire le possibilità di conservare “la poltrona”... Forse sbaglierò, ma credo che la DESTRA debba assolutamente ripartire dal "basso"; non più, e non già, nei laboratori dell'astrusità o nelle segreterie di partito, magari aggregatesi e/o aggregantesi tra loro, dando la sensazione che l'obiettivo non sia tanto quello di ricostruire un'area culturale, politica e valoriale, quanto quello di conservare il proprio status.

E, soprattutto, la Destra, deve ritrovare il coraggio di "correre da sola" e senza avere fretta, evitando i rivoli della nostalgia e dandosi la capacità autentica di saper "parlare trasversalmente" a tutti coloro i quali si ritrovino in valori e programmi dal sapore deciso, netto ed autentico, perchè non è col “saluto romano” che si afferma la risolutezza degli ideali di un'azione politica che vuole essere una seria alternativa al qualunquismo di sinistra o al “politicamente corretto” del centro portatore del nulla; non è chiudendosi a “riccio” che si fa il bene di un Popolo e di una Nazione; non è con la “ridigità” dell'uomo chiuso in sé stesso che si può vincere la sfida morale di dare allo sviluppo possibile della nostra storia di Popolo e di Nazionale, la consapevolezza di una visione realmente alternativa ai socialisti, al centro, o ai “grilli parlanti”...

Il nostro dovere di uomini e donne provenienti dalla società civile, dal mondo dell'impresa, da quello della quotidiana operosità per sé stessi, per la propria famiglia e per la propria gente, è quello di fornire “la prova provata” che il nostro agire è, e sarà sempre, la sincera passione di chi crede che la propria terra e la propria gente meritino una “scelta netta” nei principi e nei valori da sostenere, scevra dai trasformismi dell'opportunismo, ma anche sinceramente alternativa alla visione dei socialismi e dei buonismi centristi che hanno sistematicamente elevato sé stessi a possessori del verbo, ad elite di pensiero e di pseudo-cultura, sebbene la storia abbia tristemente dimostrato come siano solo stati la pallida immagine della politica come servizio e come missione!

Al nostro Paese, alla nostra gente manca proprio questo, e credo che sia questo l'unico obiettivo reale da perseguire...

Se si vuole davvero riportare la gente ad impegnarsi; se se si vuole davvero fare il bene del nostro Paese e della nostra Gente; se si vuole davvero offrire un contributo autentico alla dialettica politica in vista di una società e di una Nazione che sappiano “rialzare la testa” ritrovando una sincera fiducia nel domani; se si vuole davvero “ri-parlare” all'Europa, ed al mondo, rimarcando che “non siamo, e che non saremo mai, l'ultima ruota del carro”, allora ci vuole il coraggio di guardare avanti e di realizzare una vera e propria rivoluzione culturale di DESTRA che si faccia riprovare l'orgoglio di essere italiani...

Una nuova Destra Repubblicana, scritta tutta in maiuscolo, però...

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Il "laboratorio" politico e sociale per una nuova stagione di idee...

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