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TROPPA

TROPPA "RICHIESTA DI STATO"!

L’ultima settimana è stata caratterizzata da molteplici occasioni di “scontro” (ma, anche, di pregnanti riflessioni) sui rapporti tra la politica e la storia; tra la nostra società e tutto quello...

E' STATO UN ERRORE ENORME AVER RINNEGATO FINI ED AN...

E' STATO UN ERRORE ENORME AVER RINNEGATO FINI ED AN...

I fatti degli ultimi giorni hanno dimostrato quanto sia stato grave, da parte dell'attuale destra, l'aver rinnegato, sia il "lavoro" svolto negli anni da Gianfranco Fini (col M.S.I., prima, e con...

PIU' CHE CONTRASTARLO, IL CENTRODESTRA BISOGNEREBBE MIGLIORARLO...

PIU' CHE CONTRASTARLO, IL CENTRODESTRA BISOGNEREBBE MIGLIORARLO...

Gli accadimenti degli ultimi giorni, con tutte le contrapposizioni politiche che ne sono derivate, hanno dimostrato quanto sia necessaria una pregnante rivisitazione critica dei rapporti tra le...

UN SOGNO ANCORA POSSIBILE

UN SOGNO ANCORA POSSIBILE

(di Fausto Longo) - Qualcuno ci aveva regalato una Destra di Governo. Una destra conservatrice e futurista, progressista e sociale, pluralista ed europea. Qualcuno ci aveva regalato la...

E' STATO UN ERRORE ENORME AVER RINNEGATO FINI ED AN...

110659563-c7e070af-ff7c-4b73-b5e1-eb667f89fec1I fatti degli ultimi giorni hanno dimostrato quanto sia stato grave, da parte dell'attuale destra, l'aver rinnegato, sia il "lavoro" svolto negli anni da Gianfranco Fini (col M.S.I., prima, e con AN e FLI, poi), che la stessa Alleanza Nazionale...

E' facile proclamarsi "gli eredi", i continuatori di "qualcosa". Molto più complesso, e difficile, è dimostrarlo, invece.

Ma procediamo con ordine. Proviamoci, almeno...

Nessuno di noi ha vissuto l'epoca del “Regime”. Nessuno di noi sa, effettivamente, come siano stati quegli anni.

Qualcuno ne avrà letto sui libri di scuola. Qualcun altro ne avrà letto sui libri di storia. Qualcun altro, ancora, si sarà documentato anche sulla scorta dei più moderni "manufatti ricostruttivi".

Il primo "scienziato" di tutti i tempi (per la precisione, colui che è stato individuato come l'autore del metodo scientifico), Aristotele, assumeva che non esistono forme di Stato e di Governo perfette in assoluto, perché ciascuna di esse, a cagione delle specifiche contingenze storiche, sarebbe perfettamente valida.

Il "vissuto" di un determinato popolo in uno specifico momento storico, insomma, giustificherebbe quelle particolari forme di stato e di governo assunte in quel dato "contesto" (salvo essere "travolte", poi, dai successivi, relativi sviluppi, sia politici che sociali)...

Gli anni successivi alla prima guerra mondiale furono caratterizzati, da un lato, da una sempre più pregnante conflittualità sociale; dall'altro, dalla filosofia dell'idealismo, dall'idea del "pensiero” che corre - e che si muoverebbe - sulle nostre teste sulla scorta di un movimento dialettico di tesi, antitesi e sintesi; del mito del superuomo.

Nulla di così "complicato" immaginare che lo Stato fosse particolarmente accentratore e fino al punto da giustificare finanche una forma di governo autoritaria.

Quagli anni, pur essendo stati abbondantemente superati, non possono essere, comunque, dimenticati, anche perché, al netto della presunta libertà - attualmente - goduta, non sono pochi i rischi patiti da quel "perimetro d'azione" (sia in termini di coscienza, che di autodeterminazione consapevole) che si appartiene, da sempre, all'aspirazione ed alla stessa essenza dell'uomo.

Da Napoletano, penso a Napoli. Penso alla voglia di libertà di quella parte di popolo che, pur avendo voglia di farlo, è costretta a patire gli abusi della malavita.

Davvero ci sarebbe così tanta differenza tra un abuso, tra la prevaricazione di Stato e quella consumata da "tristi figuri malavitosi"?

Dal punto di vista formale, si: "lo Stato è lo Stato", verrebbe da dire. Dal punto di vista contenutistico, invece, le cose si atteggiano in modo del tutto diverso, perché l'abuso, da qualsivoglia parte provenga, è abuso, e bisognerebbe contrastarlo sempre e comunque...

Al netto della breve chiosa, la svolta dell'allora MSI, la svolta "capeggiata", condotta mirabilmente da Gianfranco Fini e da Giuseppe Tatarella nel lontano 1994, insomma, non fu una mera operazione di facciata; non fu un mero "cambio d'abito", ma fu il "primo motore immobile" di una rivoluzione culturale e politica profonda e dirompente.

L'Aver consegnato il Fascismo alla storia; l'aver - apertamente condannato - le leggi razziali e le prevaricazioni del regime; l'aver immaginato di rappresentare una destra moderata, liberale e solidale, una destra rispettosa della storia, delle tradizioni, della sovranità nazionale ma anche aperta alla modernità ed alla sfida europea, tutto fu tranne che un "mero orpello formale". La svolta fu profonda. Profondissima.

L'unico problema, forse, è stato non aver puntato - davvero - sulla creazione di una nuova classe dirigente a cui lasciare il vivido testimone del futuro.

Comunque sia, sono personalmente convinto, che se Giuseppe Tatarella fosse vissuto più a lungo, il PDL non sarebbe mai nato, e FLI, pure. Ma coi "se" e coi "ma", la storia non si fa...

E' mia profondissima convinzione che Fini, tutto abbia fatto, tranne che tradirla, la destra...

Anzi, per quanto mi riguarda, ritengo che Gianfranco Fini, per tutti "noi altri", per tutti noi giovani e giovanissimi di quegli anni fervidi di passione e di grande speranza, non abbia fatto altro che rappresentare "l'Almirante dei nostri giorni", perché: 1) ci "ha preso per mano" - allontanandoci dalla "selva oscura" - per portarci alle soglie della modernità; 2) ci ha insegnato un metodo, sia nell'analisi, sia nel ragionamento che nella stessa "sintesi"; 3) ci ha fatto capire che l'azione politica va vissuta sia in "orizzontale" che in "perpendicolare"; 4) ci ha dimostrato che la politica, non è soltanto cura del presente, ma, soprattutto, nostalgia dell'avvenire.

L'erede di Almirante, insomma, è stato "il nostro Almirante". Il nostro faro. La nostra ispirazione...

Averlo abiurato da più parti è stato un errore enorme, e basta sentirlo ragionare di politica per rendersene conto.

Gli attuali attori politici sono capacini. Alcuni sono anche bravi, ma lo spessore dei politici che li hanno preceduti proprio non ce l'hanno. Certo, potrebbero raggiungerlo, a patto di impegnarsi e di "sacrificarsi" davvero, però...

Ancor più profondo, comunque - e sia dal punto di vista politico che avuto riguardo alla stessa dimensione etica che si dovrebbe appartenere all'azione di specie - è stato aver abiurato lo stesso logo, lo stesso simbolo di Alleanza Nazionale, come se la svolta che ha sostanziato non ci fosse mai stata...

Ma ci sarebbe sempre - ed ancora - tempo per rimediare.

Ci sarebbe ancora tempo per riprendere il percorso interrotto e per rimettere in moto la grande sfida a cui noi tutti siamo chiamati.

Ci sarebbe ancora tempo per risistemare ogni tassello al proprio posto...

A destra c'è uno spazio ancora enorme da coprire, e non è uno spazio antitetico all'attuale centrodestra: è "qualcosa" che avrebbe il compito di completarlo per "prenderlo per mano" spingendolo verso una nuova dimensione etica, politica e valoriale: in ogni "famiglia" c'è (sempre) chi alza la voce e chi, invece, riflette e prova a riflettere insieme agli altri. Il resto, dovrebbe - e potrebbe! - venire "anche da se"...

Ci aspettano sfide profondissime...

Bisognerebbe riscrivere la legge elettorale e, sulla scorta di essa, ripensare alle stesse regole della governabilità, per esempio.

Nel mio piccolo, vorrei (tanto) che si addivenisse ad un sistema misto, ad un sistema, cioè, che, nel "dipingere" uno scenario maggioritario consentisse, comunque, anche al più piccolo partito, anche alla più piccola rappresentazione della realtà, di poter avere voce in capitolo, perché in nome della governabilità non si dovrà mai commettere l'errore di negare la "possibilità rappresentativa" anche all'ultimo "repubblicano", "radicale" o "liberale" che (esso) sia...

"Zio Danilo" (il mio secondo mentore, insomma) ha ragione: l'Italia è un Paese arrangiato.

In effetti, a ben vedere, si procede, giorno dopo giorno, "arrangiandosi"...

Qual che manca nel centrodestra potrebbe essere lo sprone giusto per provare a rimetterlo in sesto, però.

Bisognerebbe provare a volare nuovamente alto, quindi, soprattutto nel metodo, soprattutto nella "lettura delle cose", perché le varie tematiche di cui si occupa la politica, non sono una mera prospettazione teorica "di nicchia"; non sono, e non possono continuare ad essere, un mero posizionamento di "marketing strategico": dietro a quei bisogni ci sono le persone; dietro a quei bisogni c'è la vita di noi tutti, e con la vita non si scherza. Mai...

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