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TROPPA

TROPPA "RICHIESTA DI STATO"!

L’ultima settimana è stata caratterizzata da molteplici occasioni di “scontro” (ma, anche, di pregnanti riflessioni) sui rapporti tra la politica e la storia; tra la nostra società e tutto quello...

E' STATO UN ERRORE ENORME AVER RINNEGATO FINI ED AN...

E' STATO UN ERRORE ENORME AVER RINNEGATO FINI ED AN...

I fatti degli ultimi giorni hanno dimostrato quanto sia stato grave, da parte dell'attuale destra, l'aver rinnegato, sia il "lavoro" svolto negli anni da Gianfranco Fini (col M.S.I., prima, e con...

PIU' CHE CONTRASTARLO, IL CENTRODESTRA BISOGNEREBBE MIGLIORARLO...

PIU' CHE CONTRASTARLO, IL CENTRODESTRA BISOGNEREBBE MIGLIORARLO...

Gli accadimenti degli ultimi giorni, con tutte le contrapposizioni politiche che ne sono derivate, hanno dimostrato quanto sia necessaria una pregnante rivisitazione critica dei rapporti tra le...

UN SOGNO ANCORA POSSIBILE

UN SOGNO ANCORA POSSIBILE

(di Fausto Longo) - Qualcuno ci aveva regalato una Destra di Governo. Una destra conservatrice e futurista, progressista e sociale, pluralista ed europea. Qualcuno ci aveva regalato la...

LA DESTRA, I PARTITI, LA POLITICA...

thatcher(di Danilo Petri) - La Destra è soltanto un termine convenzionale, mutabile nei contenuti, senza nessuna invariante ne storica ne sociologica, a parte il sentimento ignorante di appartenenza.

Quando, sfruttando la popolarità di Gianfranco Fini, Malgieri, Fisichella e Tatarella posero le basi concettuali, ideali e programmatiche di quello che fu Alleanza Nazionale, la Destra italiana divenne una formazione politica tendenzialmente liberale, europeista e senza pregiudizi culturali (ricordo lo scandalo che procurò ai nostalgici la condanna di ogni autoritarismo e in margine la presenza nel panteon dei maestri, nel testo delle tesi di Fiuggi, persino di Gramsci). Certo, ricordo ancora le mie sottolineature su certi cascami del passato che ancora affioravano qua e là ma l’impianto fu rivoluzionario. Quella fu una destra fra le migliori che la storia politica italiana abbia offerto ai suoi cittadini.

Ma la storia dei partiti politici è sempre legata alle sorti dei leader, in alcuni casi in forme indissolubili, in altre meno evidenti e sostanziali. Quella di Alleanza Nazionale è stata una storia morta con il suo leader. Ma restano alcune sensibilità, alcune idee, alcuni propositi che permangono.

I partiti politici nati nel recente passato sono sempre stati il frutto di popolarità individuali acquisite televisivamente o l’esito di scissioni, distinguo, scelte di galleggiamento. Non una visione del mondo si è imposta negli ultimi decenni. Spesso son nati sulla schiuma di onde passeggere, di foraggiamenti, persino di “appoggini” esoterici e di sostanza. L’idea romantica della politica che scorre nelle vene di idealisti e guerrieri democratici è stata sepolta dal tentativo strepitoso, antisistema, unico nella storia italiana, del Movimento cinque stelle. Quei “bravi ragazzi” hanno raggiunto le vette con populismo e promesse e poi si sono come ogni legno storto ripiegati sul Sistema. Non c’è più modo di sognare la purezza delle idee, la lotta delle idee, non possiamo nemmeno immaginare un 1848 parigino o europeo, per ora.

Ora per fare un partito ci vogliono soldi, relazioni, televisione, uso senza scrupoli dei social, leader disposti alla menzogna. I migliori che appaiono fanno la figura di buoni opinionisti (vedi Calenda) e non possono cacciare nelle grandi praterie dell’ignoranza. Il popolo non è stupido ma profondamente ignorante e non esiste una politica di successo che non sappia tenerne conto.

Allora la politica? La politica percorre e si insinua in tutto il corpo sociale, agisce come i batteri dell’intestino, è una lotta, fra gruppi buoni e nocivi, per la sopravvivenza propria e dell’ospite. (ovviamente l’analogia non regge se si pensa al ruolo delle ambizioni individuali).

Interessi contrapposti, sete di dominio o semplicemente di status rendono i politici alieni da un’adeguata etica pubblica, a volte diventano amorali. Lavorano per il consenso e non per il bene comune, cercano soldi e sostegno da chicchessia, persino potenze o leader stranieri; raccontano balle sesquipedali, accettano compromessi con consorterie e mafie: una banda perlopiù di manigoldi. Parlo di quelli che, specialmente a destra, hanno adesso successo elettorale. Ma la politica potrebbe tornare ad essere anche una cosa seria. La chiave per questo è la cultura, ma occhio agli equivoci grossolani: cultura non è solo storia dell’arte, monumenti e chiese, è ingegno, comprensione, buona informazione, educazione. Cultura è laicità e scienza, analisi, etica, solidarietà, sincerità, passione autentica, volontà buona.

Una possibile “buona Destra” dovrebbe essere pragmatica e liberale, colta e popolare. Ma la vedo dura senza i presupposti profani a cui accennavo: soldi, relazioni, popolarità.

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Il "laboratorio" politico e sociale per una nuova stagione di idee...

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