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"PECORE" E "PECORONI"...

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"BLA, BLA, BLA..."

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PER IL RESTO EVVIVA L'ITALIA, OVUNQUE E COMUNQUE...

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Oggi, a Codogno come a Roma, così come in diverse, altre città d’Italia, vuoi per commemorare la Repubblica, vuoi per protestare contro l’attuale esecutivo, si sono verificati assembramenti a...

SINTESI DA

SINTESI DA "MEZZE CALZETTE"!

Ieri, per l’Europa, e per tutti i Paesi che ne fanno parte, è stata una giornata “idealmente importante”. Per la prima volta nella storia dell’Unione, invero, si è ipotizzata un’applicazione...

IO RICORDO!

foibaDomani, 10 febbraio, sarà la giornata dedicata al ricordo dello sterminio delle Foibe... Ricordo ancora le immagini del film trasmesso dalla Rai l’anno scorso, immagini di violenza, di terrore, di odio...

La sequenza più dura da vedere fu quella relativa alla sequela di stupri di gruppo consumati ai danni di una bellissima ragazza - che era stata legata ad un tavolo - da parte di un nutrito branco di animali. Scene strazianti. Cose che non si vorrebbero mai vedere. Cose che non dovrebbero mai accadere.

La guerra, in senso letterale o metaforico che esso sia, non sarà mai la soluzione a nessun problema. In casi estremi può servire a ristabilire l’ordine violato, ma soltanto come extrema ratio e, comunque, nel rispetto della dignità delle persone perché la prevaricazione sarà, sempre, uno dei crimini più abbietti che possa consumare l’uomo...

Gli uomini hanno bisogno di parlarsi e di trovare, insieme, le soluzioni ai problemi, il punto di equilibrio tra le varie posizioni: lo scontro muscolare o “bellicoso” non servirà mai a nulla.

Ricordare certi eventi dovrebbe farci riflettere. Dovrebbe farci diventare migliori. E non sarà mai troppo tardi, almeno (anche solo) per provarci.

La vita è una sola e scorre via velocemente. La felicità, la pace e un “sistema Paese”, una civiltà capaci di far sentire - e di far essere! - ognuno se stesso in modo pieno, secondo un eticamente sovraordinato principio di totale auto-affermazione, negli affetti, nel lavoro e nelle varie interazioni sociali in cui si svolge la vita di ognuno, non dovrebbero essere considerati “un orpello” o una “onanistica superfetazione di nicchia” del dover essere: l’imperativo dovrebbe essere un irrefragabile imperativo categorico!

Il nostro Paese è sistematicamente attraversato da una perenne litigiosità e conflittualità. Al “sistema” fanno giogo le divisioni. “Dividi et impera”. Che non accada mai più, però, attraverso lo sterminio di interi popoli, violentando donne inermi o trucidando bambini innocenti.

Reputo personalmente indegno provare a fare una graduatoria tra gli stermini. I crimini commessi nei campi di Concentramento e nelle Foibe non possono essere classificati secondo un sedicente parametro di gravità quantistica o pseudo-valoriale: anche soltanto provarci sarebbe cosa ancora più indegna di quelle stesse stragi.

Innanzi a certe scene, è eticamente contemplato soltanto un profondo senso di umanità. Una profonda pietà. Una devastante vergogna. La “voglia feroce” affinché non si ripetano mai più...

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