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CAUSALITA', CORRELAZIONE E STUDI SPERIMENTALI. APPUNTI...

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E' TEMPO PER GLI "EROI"...

78688823 2686749688074360_8551969958731448320_nIl nostro Paese è sempre stato lacerato, e profondamente, purtroppo, dalle più varie contrapposizioni, sia tra gli individui singolarmente dati, che tra i relativi gruppi di appartenenza.

Fascino ed antifascismo. La guerra civile che contribuì a far cadere il primo portando alla caduta dalla Monarchia ed alla nascita della Repubblica. La democrazia, il pentapartito e tutto ciò che ne conseguì. La seconda Repubblica. Centro-Destra contro Centro-Sinistra. Berlusconiani, da una parte ed anti-Cavaliere, dall’altro. Europeisti contro Nazionalisti; conservatori contro riformisti; amanti della bellezza contro i latori dei messaggi grevi. Quante divisioni. Quante battaglie. Alcune drammaticamente autentiche. Altre, soltanto delle indegne menzogne, invece...

La contrapposizione è sempre stata l’essenza del movimento dialettico del “pensiero”. Di qualsivoglia pensiero. Ci sarebbe sempre da chiedersi, però, fino a che punto quel movimento possa giustificare, sia una distanza così profonda tra gli uomini, che lo stesso, perenne stato confusionale dell’intera società.

Azioni politiche come quelle di Salvini non sono la causa delle attuali fratture interne al tessuto sociale: ne sono la conseguenza. E, allora, in cosa si è sbagliato? Dov’è che la nostra civiltà si è persa? Dov’è che si è smarrito il senso della misura e finanche del “laico pudore”?

Una storia, in generale, e la vita di un Paese, in particolare, non potranno mai essere soltanto conservatorismo o modernismo perché non sarà mai possibile progredire senza conservare i dati di partenza, e non sarà mai possibile conservare le origini senza avere la rivoluzionaria capacità di saperle ripensare alla “luce” dell’evoluzione “della specie”.

Per anni, soprattutto a destra, si è continuato a ragionare sempre e soltanto sulla scorta delle solite categorie e dei soliti schemi lasciando la possibilità, alle sinistre, a tutte le sinistre, di cavalcare una composita serie di temi che, forse, a ben vedere, non erano così (veramente) distanti dai “figli di D’Annunzio”, ma soltanto l’occasione, il pretesto, per sbandierare una diversità capace di orientare i voti e, quindi, il consenso, in una direzione anziché l’altra.

Non ho idea che senso abbiano azioni e visioni politiche caratterizzate dall’essere solo “contro qualcosa”. E non penso che sia una gran cosa organizzarsi soltanto per essere “contro qualcuno”. Lo stare insieme, percorrere un sentiero comune, ha, ed avrà, senso soltanto se sarà - ed è! - a favore di qualcosa, a favore dei valori, delle idee, e non per l’odio o per l’antipatia che si nutre verso Tizio, Caio o Sempronio.

Che ci siano tantissime persone disposte a scendere nelle piazze d’Italia per protestare contro una sorta di pseudo-ducetto in erba farà sicuramente bene al dibattito pubblico ed alla stessa riflessione partitica. Ma l’unirsi intorno ad un “contro” non basterà mai. Mai! Perché l’oggi, non si gestisce senza idee, ed il domani non sarà mai possibile senza una visione.

C’è da augurarsi che si esca tutti, presto, dalla confusione e dalla “bulimia” di pensiero, di ragionamento e di visone che attanaglia la vita di questo arrangiatissimo ed “arrabbiatissimo” Paese. Che una fervente, appassionata e democraticamente incendiaria élite sappia emergere dalla palude della rassegnazione per disegnare un grande futuro, sia per gli individui che per la stessa collettività.

Un futuro di prosperità e di libertà nel quale le differenze tra gli uomini non siano frutto di tutto ciò che, a cagione della indegna propaganda di nicchia, assurdamente li divide, ma merito oggettivo della loro azione o della loro inazione. Del loro essere protagonisti o meno rispetto all’intero progresso del Paese. È tempo di eroismo e di eroi, insomma, e quelli sanno andare soltanto incontro a “qualcosa”...

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Il "laboratorio" politico e sociale per una nuova stagione di idee...

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