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OLTRE L'APPARENZA...

msiDopo aver detto, dopo essersi formalmente battuto per anni in nome del “NO Euro” e del “NO Europa”, FdI – ora – ha “pensato bene” di cambiare strategia comunicativa spingendo per il “NO alla supremazia delle fonti Europee rispetto a quelle interne”. Il che, a ben riflettere, è la mera riproposizione dello stesso concetto, altrimenti espresso.

L’Europa è una confederazione di Stati. L’Europa esiste in virtù di accordi internazionali. Elidere la prevalenza di quelle norme rispetto a quelle interne, equivarrebbe a dire “NO Europa” sotto mutate spoglie.

Forse sbaglierò io, chissà! Ma proprio non lo capisco questo timore di aprirsi al mondo ed alla società per quelli che sono. Alla base di una proposta politica ci sarà, sempre, il binomio, il condizionamento tra “l’essere” ed il “dover essere”. Ci sarà sempre una visione, o, almeno, così dovrebbe essere. Sia il primo che il secondo parametro del binomio, però, andrebbero affrontati e gestiti in modo adeguato. Certe sfide sono culturali ancor prima che politiche ed andrebbero affrontate con la dovuta metodologia evitando di propinare idee campate in aria. Ancor meno si dovrebbero confondere gli elettori e gli interlocutori.

Il problema non è, e non sarà mai, essere Conservatori o meno, ma avere la capacità di saper difendere i parametri di riferimento sulla scorta di adeguate giustificazioni che, soprattutto in una democrazia liberale, non potranno mai limitarsi a spiegazioni per “fonti bibliche” (anche perché, le sacre scritture” i si seguono alla lettera, oppure diventano qualcos’altro)...

Il principio di eguaglianza statuito in Costituzione, per esempio, non significa che siamo tutti realmente uguali, ma impone, “soltanto”, il dovere di trattare allo stesso modo situazioni analoghe, situazioni simili, ed in modo diseguale quelle situazioni che uguali non sono, per ciò stesso propugnando il valore della diversità tra gli esseri umani come suo dato intrinseco e costitutivo.

E allora, la mera petizione di principio non potrà mai bastare per giustificare, sia la proposizione concettuale, che la stessa azione politica, pena il considerar gli interlocutori come dei meri destinatari passivi del linguaggio e del “pensiero”.

Ogni persona, a modo suo, è - e sarà sempre! - uno scrigno: per aprirlo, per parlare alla sua coscienza ed alla sua intelligenza, qualcosa di più “audace” e di più “vera” della paura fine a se stessa, sarebbe più che necessaria...

Una proposta conservatrice sarebbe sempre ammissibile a condizione di saperla ripensare in modo adeguato rispetto alle mutate esigenze della società, evitando di lasciare alle sinistre quelle praterie concettuali in virtù delle quali hanno costruito le loro fortune ed il loro potere. La Destra non dovrebbe mai smettere di essere destra della legalità e dei diritti, nessuno escluso. È vero che gridare e confondere le persone risulta di gran lunga più agevole del persuaderle. Ma in tempi così pregni di confusione, la sfida, “o è autentica, o non è!”

Ultima notificina... A chi, finite AN e FLI, ha ritenuto di aderire a FdI, c’è poco da dire: trattasi di una scelta legittima quanto le altre. FdI, però, non è propriamente la riproposizione, né del MSI, né di AN, né di FLI. È una ex corrente di AN. Forse, con una notazione, mi spiegherò meglio... Un “Signore”, una volta disse che “la destra o è Europa, o non è! L’Europa o va a destra, o non si fa!” Io, me lo ricorderei.

Per il resto, andate dove vi porta la passione. Che sia passione sincera, però. Che sia espressione di studio ed approfondimenti reali: farlo soltanto per il potere fine a se stesso, privo di applicazione e di autenticità, non vi farebbe onore!