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ALMENO LEI, CI PROVA!

carfagna"L'evidente speranza di Renzi è quella di una implosione di Forza Italia: io invece continuo a sperare e a lavorare affinché il partito abbia l'intelligenza, l'energia e il coraggio di conservare la sua identità di movimento repubblicano, moderato, liberale e riformista con i piedi ben piantati nel centrodestra, ma senza alcuna resa al sovranismo e all’estremismo. Non siamo in cerca di nuovi approdi né di nuovi padroni, ma coltiviamo il sogno di restituire dignità all’area liberale del centrodestra. Per farlo si corre sicuramente qualche rischio, ma penso ne valga la pena. C’è chi si batte per conservare il seggio e chi si batte per preservare le proprie idee. Anche a rischio di perderlo, il seggio."

Così ha scritto Mara Carfagna sulle sue pagine social...

È irriducibile, la Carfagna. Ci ha provato, si sta provando e continuerà a farlo. Non ho idea se riuscirà nell’intento di ridare linfa ad un partito che sembra sempre più vicino all’estinzione.

Bisognerà ripensare a schemi nuovi, comunque. Il centrodestra non esiste più.

Salvini ha dichiarato che sabato, a Roma, non si è riunito il centrodestra, ma “l’alleanza degli italiani” (come se negli altri schieramenti ci fossero stranieri); su alcuni giornali hanno parlato di “destra plurale”, invece, come se non fosse mai esistita.
Comunque la si voglia vedere sarà uno schieramento che si aprirà anche a socialisti ed a tutte quelle forze che si dichiarano - e che si dichiareranno - esogene ed antinomiche alle sinistre.

Per ora c’è soltanto un contenitore, alquanto greve, comunque. Il retroterra culturale, le idee, la visione, la sana e ribelle ambizione di come vorremmo che fosse il nostro Paese da qui a 20 anni, manca, e temo che mancherà per parecchio tempo, proprio come quell’audacia che manca da sempre: quella di combattere le sinistre sul loro stesso terreno culturale, trasformando “l’assistenzialismo da pagnotta” ed il riconoscimento dei diritti (quelle cose che creano i sempre più fallaci bacini elettorali e, quindi, di potere), da “ricatto etico” a libertà.