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FACCIAMOLO BENE, PERO'...

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Con la “rincorsa verso il centro”, sta sempre più ritornando di moda parlare di Cristianesimo, di Cristianità e della cultura che dovrebbe attingere, che dovrebbe ispirarsi al Vangelo per...

ALMENO LEI, CI PROVA!

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"L'evidente speranza di Renzi è quella di una implosione di Forza Italia: io invece continuo a sperare e a lavorare affinché il partito abbia l'intelligenza, l'energia e il coraggio di conservare...

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Per curiosità, per capire meglio cosa stia accadendo, via web ho ascoltato l’intervento conclusivo di Matteo Renzi alla Leopolda 10. Potrà piacere o meno. Potrà essere considerato un “bulletto”...

ANCORA TROPPO POCO...

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Non è stato un evento propriamente memorabile il confronto TV andato in scena ieri sera, a "Porta a Porta", tra Matteo Salvini e Matteo Renzi. Ai punti potrebbe dirsi che, quel confronto, l'ha...

OSIAMO!

osiamoÈ di oggi la notizia relativa all’incontro tra Berlusconi e Salvini, un incontro all’esito del quale i due leader avrebbero convenuto di “continuare ad essere” un fronte unito, sia in termini di opposizione al governo “giallorosso“, che in vista delle prossime elezioni amministrative.

 
Dal punto di vista del pragmatismo politico, della possibile conquista del potere, il ragionamento non farebbe una piega.
 
Ma può bastare il pragmatismo? Può essere sufficiente, una cosa del genere, a costruire una solida alternativa culturale, prima ancora che politica, alle sinistre? In tutta sincerità penso proprio di no.
 
La Lega di Salvini, per chi crede in certi valori, è un soggetto politicamente inaccettabile ed insostenibile: un miscuglio di livore nazionalista e statalista misto ad un liberismo economico sbiaditissimo e da toni di chiusura così inaccettabili da far invidia soltanto a FdI.
 
L’ala "sovranista" del “centrodestra” continuerà a cavalcare il ritornello degli ultimi anni, da un lato, perché convinta della bontà dei sondaggi; dall’altro, perché priva di uno spessore culturale e politico capace di farle fare altro.
 
Nel bene e nel male Forza Italia potrebbe rappresenterebbe ancora una possibilità, ma non così com’è! Non si può fare il leader per sempre e non sempre si possono accettare certi “matrimoni”.
 
Oggi come oggi servirebbe una grandissima ventata d’aria fresca, sia in termini di uomini e donne, che avuto riguardo al panorama ideale di riferimento. L’autentica capacità di avere visioni ardite anche rubando certi argomenti alla solita demagogia della sinistra, nel caso.
 
Il mondo e, con esso, la società, sono profondamente cambiati negli ultimi vent’anni e la solita formula “liberali in economia”, “conservatori” nei valori, non regge proprio più.
 
Ancor di meno regge un’alleanza basata soltanto sulla voglia di potere. È fuor di dubbio che il potere sia necessario alla politica: senza di esso non sarebbe possibile, né realizzare le proprie idee, né portare avanti la propria visione.
Ma, prima ancora di quello, una politica di qualità dovrebbe avere, darsi ed incarnare una “missione laica” di più ampia portata culturale e filosofica. Sono le idee ed i concerti a dare corpo alla politica: la loro ricerca, il loro approfondimento, la loro rimeditazione e rivisitazione, in termini rigorosamente scientifici, così come la loro diffusione, non sono, e non dovrebbero mai rappresentare, un mero optional.

Epurato il campo dalle questioni gnoseologiche, sono sempre stati tre i grandi temi della filosofia, anche politica: l’individuo, la società e lo stato. E allora, che importanza vogliamo dare all’individuo ed ai suoi “colori”? Come la vogliamo concepire la società? E lo Stato, come lo vogliamo? Dopo di che, quali dovrebbero essere i rapporti tra queste “ragioni”, tra queste realtà, e tutto ciò che è “dimensione sovranazionale”?
 
È vero: sono soltanto “macro-argomenti”. Quanto basterebbe, però, per riportarci sul terreno di una più seria mappa concettuale sulla quale lavorare.
 
Cavalcare le notizie e vivere di “immanente quotidianità”, non basta. Il potere serve. È uno strumento necessario, ma se a quello si fosse (e si è) capaci di unire l’autorevolezza, beh, a quel punto si sarebbe quasi vicini alla virtù.
 
L’attuale centrodestra avrà pure il favore dei sondaggi, forse: ma siamo così sicuri che lo abbia pure per tutti coloro ai quali il relativo quesito non sia stato posto? Siamo così convinti che la coeva “deriva nazionalista”, peraltro sistematicamente conservatrice nei valori, si appartenga a tutto il popolo dell’ideale area di centrodestra? La “lotta” alle sinistre vogliamo continuare a considerarla sempre limitata o siamo capaci di competere a livelli più alti?
 
Perché, diciamocelo una volta per tutte, la sinistra avrà sempre un vantaggio: ha più solide basi culturali; ha sempre più sete di ricerca della verità. Ed è proprio là che, noi altri, dovremmo riuscire a batterla.

Per quanto gli slogan possano essere (e siano) un efficace strumento di comunicazione sintetica, non dimentichiamo mai che dietro ad ogni vicenda umana e sociale c’è la vita delle persone, con le loro ricchezze e con le povertà.
 
Certe disquisizioni non sono mera teoria: sono vita vissuta. Facciamoci attraversare dal dubbio, quindi. Avventuriamoci nei più esaltanti sentieri dell’ignoto. Osiamo e guardiamo oltre: il centrodestra, volendo, potrebbe essere bellissimo...

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Il "laboratorio" politico e sociale per una nuova stagione di idee...

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