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CONTE: FIDUCIA "A SCATOLA CHIUSA!"

Contesenato-822526In tutta onestà, il discorso programmatico del Presidente Conte (propedeutico al dibattito, prima, ed al voto di fiducia, poi) al Senato – ed alludo sia a quello iniziale, che alla successiva replica – l'ho trovato “molto, poco” entusiasmante.

Vecchia retorica. Linguaggio "antico". Atavico finanche il metodo, peraltro sapientemente utilizzato anche allorché sviscerato nei "rivoli del nulla".

Forse "sarò fatto male io" (chissà!), ma reputo piuttosto grottesco, sia da parte del Premier, che dalle forze politiche di maggioranza, propugnare un "cambiamento" quando, a ben vedere, non si hanno ancora le idee chiare, e su tante questioni.

Sull'Euro, sul superamento della Legge Fornero, sulla Flat Tax, sul tema dell'Università, della Ricerca e del Sud, ma anche su quello delle "Opere Pubbliche", il Premier non ha detto proprio nulla. Ha lasciato tutto in sospeso. Le “idee”, almeno per ora, non ci sono o sono poco chiare.

Su queste questioni, in sostanza, e fatto salvo "l'orpello" del rinvio, per relationem, al famigerato “contratto di governo”, si è chiesta la fiducia a scatola chiusa: metodica e sostanza "vecchia". Nessuna “rivoluzione”. Nessun “cambiamento”. Il solito "politichese", sia di forma che di contenuto...

Altre cose sono state dette, invece, e le perplessità suscitate, non sono state poche, comunque.

Qualche punto l’ho voluto annotare. Una sorta di promemoria per il futuro. Note da verificare (e comprendere meglio) ex post, “alla prova dei fatti”. Nella specie:

1) Giustizia più veloce. Processi più rapidi. Stranamente, però, si é immaginato di allungare i tempi della prescrizione.

2) Lotta al “conflitto di interessi”, anche con riferimento agli “interessi indiretti”. Chissà come si farà con la Casaleggio & Associati.

3) Lotta alla corruzione che si vorrebbe effettuata anche sulla scorta di “agenti sotto copertura”, di “colleghi delatori”, di persone da premiare allorché denuncianti eventuali intrallazzi commessi negli uffici pubblici. Chissà se durante le ore di servizio, sarà comunque possibile andare ogni tanto in bagno per l'espletamento delle normali funzioni fisiologiche: temo “falce e martello” anche su quello!

4) Più Stato, sia negli aiuti che può elargire, che nei controlli a cui può sottoporci.

5) Rispetto dell’alleanza Atlantica, ma “occhiolino strizzato” alla Russia.

L’impianto complessivo non mi piace. Ma siamo giusto all’inizio, comunque.

In ogni caso, diciamoci la verità: la "terza Repubblica”, e sempre ammesso che davvero sia tale la fase che stiamo vivendo, non è iniziata benissimo.

La retorica può quasi sempre tutto. Essa diventa una cosa davvero indegna, però, sia allorché propugni aberranti alterazioni formali pur di sovvertire concetti ed idee per asservirli a sedicenti "moti rivoluzionari", sia nel caso in cui determini gli uomini (finanche) ad odiarsi, gli uni con gli altri, pur di “servire” specifiche "fedi politiche".

Così, mutuando espressioni (i relativi concetti già erano cosa data, sinceramente) da uno degli interventi ascolati oggi nell'aula del Senato, negli ultimi novanta giorni:

a) il "governo dei non eletti" é diventato il "governo dei cittadini";

b) "l'inciucio" è diventato un "contratto";

c) il "trionfo della partitocrazia" è stato elevato a rango di "democrazia parlamentare";

d) il "condono" è diventato "pace fiscale";

e) l'eletto che tradisce il mandato ricevuto si è trasformato nell'eroe, "nell'uomo che aiuta il governo".

La presa per i fondelli è stata consumata, e per intero.

Qualcuno continuerà a chiamarla "rivoluzione", e lo farà ostinatamente, perché, a volte, pur di sentirsi meglio, c'è chi ha bisogno di mentire, anche spudoratamente, e finanche a se stesso.

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Il "laboratorio" politico e sociale per una nuova stagione di idee...

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