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CONTE: FIDUCIA

CONTE: FIDUCIA "A SCATOLA CHIUSA!"

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LA PATRIA DI CHI LA AMA...

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UN NUOVO BIPOLARISMO, QUASI "A META'..."

dimaiosalviniCinque anni fa, quando la Destra Moderata di FI era riuscita, in qualche modo, a recuperare un distacco che si immaginava essere molto forte, in termini di risultato elettorale, tra la stessa e l’ondata populista grillina (mentre FLI era stata travolta e FdI e Lega avevano ottenuto numeri parecchio risibili, invece), non furono pochi i sostenitori di un “nuovo vento” capace di rinvigorire le istanze più di pancia di una certa area politica.

Sulla scorta dell’ondata lepenista di quel periodo, sia Salvini che la Meloni cominciarono a rincorrerne e duplicarne, sia l’approccio contenutistico che la stessa foga comunicativa, con un vantaggio destinato a diventare netto, nel tempo, a favore del primo.

Oggi, che ci piaccia oppure no, è in atto una sorta di nuovo bipolarismo. Da un lato, il populismo grillino. Dall’altro, il sovranismo dell’asse Lega-FdI, con FI leggermente ridimensionata a causa della conclamata incapacità, sia di saper rinnovare uomini e programmi, che di sapersi ristrutturare sul territorio, rilanciando la propria immagine, anche provando a superare quell’etichetta di “partito clientelare” che al sud, specialmente in alcune realtà territoriali, l’ha tristemente contraddistinta.

Difficile, allo stato attuale, immaginare che la dimensione populista o sovranista possano riuscire ad ottenere i numeri per governare senza smussare prima, sia i toni che i rispettivi contenuti, anche immaginando un Premier diverso da quello attualmente propugnato, sia dai primi, che dai secondi. Ci proveranno, ma la "vedo molto difficile" che Salvini e di Maio possano spuntarla. I governi “mediati” sono sempre frutto del compromesso: non accettarlo, facendo finta di non capirlo, sarebbe errore molto grave.

Comunque sia, molto probabilmente, per la nascita del nuovo esecutivo, avremo tempi lunghi quasi quanto quelli che 5 anni fa “partorirono” il Governo Letta. Sarà una strada complessa ed impervia, che non ci risparmierà nessun colpo di scena, anche nella faida interna al PD.

Prima di concludere, giusto due note specifiche sul voto a favore dei grillini; una sulla famigerata contrapposizione “Fascismo-Antifascismo”, e l'ultima di prospettiva, invece...

Molti elettori del Sud, nel quale vivo ed al quale appartengo, avranno votato i 5Stelle in virtù del “Reddito di Cittadinanza” (peraltro, senza nemmeno capirlo fino in fondo). Molti altri di essi, lo avranno votato per convinzione profonda, invece.

A questi ultimi, darò sempre la mia stima, perché fino a quando una scelta sarà figlia di un ragionamento sincero e di “un credo” autentico, io, per quanto possa contare, “mi toglierò sempre il cappello”.

Nello stesso tempo, e “vengo alla seconda nota”, non ci è dato sapere, mafia, camorra e 'ndrangheta per chi abbiamo realmente votato. Assumere che abbiamo necessariamente votato per i 5Stelle, in carenza di prove e, quindi, soltanto sulla scorta di congetture pseudo-politiche, come mi sta capitando di leggere “qua o la”, la trovo una pessima cosa, però.

I grillini sono stati sicuramente votati da chi ci crede e da chi li ha scelti pensando di poterne ricavare specifiche prebende (e alludo al mentovato reddito di cittadinanza). Fare altri ragionamenti non mi sembrerebbe “intellettualmente (molto) onesto”, anche perché, al Sud, ove mai fosse sfuggito a qualcuno, non ci sono soltanto mafiosi e camorristi! Poi, che qualche fetente si possa essere “intrufolato” anche nelle loro fila, potrebbe sempre essere: per quanto sofisticato possa essere un sistema di “filtro”, alcuni fetenti sono veramente bravi “ad imbucarsi”. Ma questo, nel caso, sarebbe un altro discorso.

Coi grillini, insomma, dovremo farci i conti, e mi sa, che dovremo farlo utilizzando termini di ragionamento adeguati e del tutto diversi.

Tra “Fascismo” ed “antifascismo”, invece, c'è stata una “guerriglia” di vario tipo, durata per oltre 30 giorni e conclusasi con l’1% dei voti, sia per gli, che per gli altri. Si cambierà registro o dovremo continuare a subire questa sterile sublimazione del nulla anche in futuro? La “quotidianità” ha travolto tutto. Forse, “una ragione”, bisognerebbe riuscire pure a farsela.

Ma al di là dell’attualità, resterà un vuoto da colmare: quello di una destra autenticamente liberale, solidale e capace di proporsi al popolo anche in termini di netta “pulizia” etica, con persone serie, preparate e al di sopra di qualsivoglia “chiacchiericcio collusivo”. Perché, per quanto sia vero che l’onestà non possa essere considerato come un valore aggiunto, ma soltanto una premessa di qualsivoglia agire, non v’è altresì dubbio come da essa non si possa comunque prescindere.

Non è mai facile ipotizzare sistemi di filtro. Anche quello più sofisticato può avere crepe. Bisognerà provarci, però, perché la nuova, ed entusiasmante, sfida sarà anche su quello.

Personalmente, rimpiango, ed anche molto, rispetto alla tornata elettorale nazionale appena conclusasi, il dietrofront di Parisi, e di Energie per L'Italia, rispetto all'impegno inizialmente assunto.

Proprio oggi, Parisi, quel progetto, sembra averlo riproposto. Comunque sia, se il progetto dovesse andare davvero avanti, lo seguirò, e se dovesse effettivamente avere la “consistenza”, la “dimensione nazionale” descritta, nel mio piccolo, darò il mio contributo di passione! Ogni cosa, a suo tempo...

Comunque sia, queste elezioni non le ha vinte proprio nessuno. C’è soltanto chi si è avvicinato maggiormente al 40% e chi no!

La Costituzione prevede una specifica procedura per la nascita del Governo Nazionale. Una procedura che richiede, e richiederà, grande equilibrio e senso di “responsabilità nazionale”.

La partita, ove mai fosse sfuggito a qualcuno, è il bene del Paese e del suo Popolo. Qualcosa che, ad un certo punto, superata la fase della spettacolarizzazione del tirare l’acqua al proprio mulino e del cavalcare l’onda mediatica del successo numerico, ancorché non risolutorio in chiave di un possibile “governo esclusivo”, richiederà un grandissimo senso istituzionale e tanta, tantissima serietà!

Almeno, così dovrebbe essere. Già, perché alcune “coincidenze programmatiche” e, soprattutto, alcuni “segnali” provenienti dai tavoli che contano (così come variamente sottolineato da diverse fonti), stanno iniziando a darci atto che, chi “di dovere”, vorrebbe il primo governo Grillino sostenuto dalle frange dissidenti del PD.

Immagino che alla fine, Mattarella, né terrà conto. La politica, che non sempre collima con gli ideali di Responsabilità Istituzionale, in definitiva, si fa e si decide (quasi) sempre altrove. La nostra capacità dovrebbe essere quella di riuscire ad avere un peso reale. Ma per riuscirci, dovremmo essere meno divisi, e più coesi. Cose da “mondo dei sogni”, insomma...

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