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TROPPA "RICHIESTA DI STATO"!

Draghi-560x450L’ultima settimana è stata caratterizzata da molteplici occasioni di “scontro” (ma, anche, di pregnanti riflessioni) sui rapporti tra la politica e la storia; tra la nostra società e tutto quello che l’ha preceduta.

Una cosa del tutto “naturale”, peraltro, in costanza di significative sfide elettorali (ed i ballottaggi lo sono) o in prossimità della potenziale approvazione di importanti novelle normative.

Quando si hanno pochi argomenti ci si aggrappa a tutto pur di provare a “portare a casa il risultato”, insomma, il che, però, non vuol dire, necessariamente, che certe questioni non esistano davvero e che non sia necessario,’sia affrontarle che risolverle…

Chi ama l’Italia, chi ancora immagina una grande Italia in una grande Europa, non potrà mai fare a meno di considerare la necessità di superare (almeno di provarci) tutto ciò che anziché unire, divide ed allontana, creando l’impossibilità di scrivere delle meravigliose pagine di “storia contemporanea” ma anche di futuro…

Viviamo una fase particolarmente complessa. Il Covid ha “spezzato” quella normalità che ci sembrava essere quasi naturale creando, “nei più”, una richiesta sempre più pressante di Stato.

Già, lo Stato! Si vorrebbe tutto da questo Stato...

Dovrebbe sconfiggere da solo la pandemia lasciandoci - contestualmente - tutta la libertà di questo mondo, anche quella di ammalarci (o di fare ammalare gli altri) gravemente, senza alcunché chiedere in merito alle dovute, necessarie e doverose cautele collettive.

Dovrebbe pagarci le bollette, farci la spesa, pagarci “le tasse ” ed anche contributi.

Dovrebbe riempire le nostre tasche di “liquidità a fondo perduto” e senza “portarci il conto”, ne oggi, né domani, né mai (lo Stato, però, non ha soldi suoi. Quei soldi sono dei contribuenti ed il relativo impiego dovrà avere sempre un senso, una finalità, non soltanto nel presente, ma, anche e soprattutto, per l’avvenire)…

Tutto (e tutto da solo) dovrebbe fare questo Stato, quindi...

Lo Stato, però, non è soltanto Istituzione. Non è soltanto potere. Non è soltanto “esterna alterità”!

Se davvero si crede nel concetto filosofico e politico della democrazia e allora, lo Stato non è - e non sarà mai! - soltanto quello e ciascuno di noi, nessuno escluso, dovrà fare - necessariamente - la propria parte.

Equilibrio, misura e buon senso, cavalcando il quotidiano, senza paure, senza infingimenti sterili e col dovuto senso di responsabilità, individuale e collettiva, sia in termini di riflessione e di ragionamento che avuto riguardo all’adozione delle decisioni finali, perché nella vita, anche in “quella di Stato”, le decisioni vanno prese. Vanno prese sempre…