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IL BILANCIO DELLO STATO E L'ART. 81 DELLA COSTITUZIONE. APPUNTI...

maxresdefaultCon l'adesione dell'Italia al Fiscal Compact è stata adottata la Legge Costituzionale 01/2012 che, nel modificare il quadro costituzionale entro il quale deve – e dovrà – svilupparsi la normativa sul bilancio dello Stato, ha novellato, non soltanto l'art. 81 della Costituzione, ma, anche, i successivi artt. 117 e 118 così esplicitamente coinvolgendo anche gli Enti Territoriali nel mantenimento degli equilibri di bilancio.

Nello specifico, il nuovo articolo 81 della Costituzione dispone che:

«Lo Stato assicura l'equilibrio tra le entrate e le spese del proprio bilancio tenendo conto delle fasi avverse e di quelle favorevoli del ciclo produttivo.

Il ricorso all'indebitamento è consentito solo al fine di considerare gli effetti del ciclo economico e, previa autorizzazione delle Camere adottata a maggioranza assoluta dei rispettivi componenti, al verificarsi di eventi eccezionali.

Ogni legge che importi nuovi o maggiori oneri provvede ai mezzi per farvi fronte.

Le Camere ogni anno approvano con legge il bilancio e il rendiconto consuntivo presentati dal Governo.

L'esercizio provvisorio del bilancio non può essere concesso se non per legge e per periodi non superiori complessivamente a quattro mesi.

Il contenuto della legge di bilancio, le norme fondamentali e i criteri volti ad assicurare l'equilibrio tra le entrate e le spese dei bilanci e la sostenibilità del debito del complesso delle pubbliche amministrazioni sono stabiliti con legge approvata a maggioranza assoluta dei componenti di ciascuna Camera, nel rispetto dei principi definiti con legge costituzionale».

Il 1° ed il 2° comma dell'articolo de quo, nel rappresentare l'aspetto innovativo della specifica previsione normativa, hanno risposto all'esigenza di assegnare “forza costituzionale” all'impegno, assunto dall'Italia col Fiscal Compact, di assicurare l'equilibrio di bilancio.

In particolare, il riferimento alle “fasi avverse del ciclo” di cui al 1° comma, dà atto del fatto che l'equilibrio in parola non dorvà essere meramente aritmetico, ma strutturale. E' possibile, allorché si versi in un periodo di recessione, che il bilancio versi in condizioni di disavanzo, ma tale condizione non sarà ammissibile nelle fasi "favorevoli del ciclo", durante le quali, invero, esso dovrà essere necessariamente in pareggio od in surplus.

Il 2° comma stabilisce la possibilità, per la Pubblica Amministrazione, di procedere ad indebitamento a condizione che si presentino cicli economici negativi ed eventi eccezionali e sempre che la relativa decisione venga assunta dalla maggioranza assoluta delle Camere.

Secondi autorevoli fonti, lo Stato, durante le fasi favorevoli del ciclo economico, non potrebbe indebitarsi nemmeno per finanziare la spesa per investimenti come, invece, suggerito dalla Golden rule.

Nel contesto della finanza pubblica, l’espressione golden rule si riferisce ad un particolare criterio di conduzione della politica fiscale in base al quale «l’indebitamento pubblico sarebbe ammesso soltanto per le spese in conto capitale destinate allo sviluppo delle infrastrutture ed agli investimenti in capitale umano, mentre le spese correnti sarebbero finanziate soltanto attraverso il prelievo fiscale». Nell'ottica in parola, «il finanziamento degli investimenti pubblici attraverso il disavanzo di bilancio rappresenterebbe uno strumento per sostenere la domanda aggregata e, quindi, per accrescere il livello dell’attività produttiva durante la fase di contrazione del ciclo economico: sarebbe la successiva fase di ripresa economica ad alimentare la crescita del gettito fiscale che dovrebbe compensare, in un’ottica di equilibrio di bilancio nell’intero ciclo economico, il deficit pubblico che ha permesso il finanziamento degli investimenti pubblici».

Varie sono state le critiche al principio in parola. In particolare, è stato osservato, tra l'altro: 1) che «anche nella sua versione più generosa, quella in cui vengono scorporati gli investimenti lordi, la regola aurea prevede che il saldo corrente del bilancio pubblico (la differenza fra entrate e spese correnti) debba essere in pareggio»; 2) che, «se la spese pubblica accresce il capitale pubblico, i suoi oneri, a cagione del finanziamento con debito, potrebbero ricadere sulle generazioni future».

Comunque sia, e comunque la si "voglia vedere", dall'analisi dell'articolo 81 della Costituzione è possibile desumere una pluralità di informazioni fondamentali per la comprensione di quello che molti autori hanno definito come il “sistema di bilancio”. Ed invero:

- il bilancio dello Stato è un documento politico, giuridico e contabile;

- mentre il bilancio preventivo dello Stato è un bilancio preventivo annuale, il rendiconto è costituito da un bilancio consuntivo annuale. La legge di bilancio in parola recepisce le modifiche alla legislazione tributaria e di spesa approvate con la legge di stabilità;

- mentre nell'originaria formulazione della Costituzione, il bilancio dello Stato era una legge meramente formale, nella vigente strutturazione, essa è una legge sostanziale contenente una sezione di modifica alla normativa vigente ed un'altra con le previsioni a legislazione vigente così come modificata dai provvedimenti assunti;

- il pareggio di bilancio, il fiscal compact, si considera realizzato allorquando il saldo strutturale del conto della Pubblica Amministrazione sia congruente con gli obiettivi di medio periodo e di sostenibilità concordati in sede europea.

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