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SEMPRE PIU' "IMPRESENTABILI"...

renzi-lancia-de-luca-modello-salerno-puo-far-cre-86101La vicenda del candidato PD, Vincenzo De Luca, a Governatore della Campania, il clima complessivo che caratterizza le imminenti Elezioni Regionali, le problematiche inerenti la Legge Severino e la grande, ennesima figuraccia consumata dal mondo politico-Istituzionale intorno alla vicenda degli impresentabili, stanno dimostrando in modo sempre più pregnante fin dove possa spingersi la "conveniente connivenza" del sistema partitico e fin dove possa giungere l'arrivismo di Renzi, disposto a tutto pur di conservare il proscenio, anche calpestare il senso della misura e della decenza. E' vero che, in base al solito “costume italico”, “fatta la legge, trovato l'inganno”, nel senso che sarebbe sempre possibile, se non addirittura agevole, trovare il modo per “aggirarla” (ad esempio interpretandola anche in termini oltremodo estensivi o restrittivi, a seconda dai casi, pur di trovarne “conforto”), ma oggi davvero è troppo.

Sono mesi che si dibatte sulle imminenti elezioni Regionali. Sono mesi che la vicenda del “Sindaco Sceriffo” – di “Don Vincenzo”, come lo ha chiamato il Premier quando è venuto in Campania per sponsorizzarlo e sostenrlo – tiene banco. Sono mesi che si discute della legittimità costituzionale della Severino e dell'opportunità e/o ammissibilità di consentire le candidature di candidati “impresentabili”, eppure la politica, non soltanto non ha saputo dare risposte serie, ma ha addirittura imposto l'ennesima presa per i fondelli con la Commissione Antimafia che si è ridotta a rendere nota una mini-lista di “impresentabili” soltanto a poche ore dal voto.

Davvero uno spettacolo indegno. Nel nostro Paese è sempre difficile trovare che si assuma il coraggio di agire e questa stessa vicenda lo dimostra per intero, purtroppo.

Un reiterato e continuato retro-pensiero, insomma, sempre più privo di etica e di coraggio. La politica, insomma, ha ritenuto di non assumere nessuna posizione pregnante e di consentire la candidatura anche di personaggi “impossibili” rimettendo ogni decisione agli elettori, compresi i centri di potere economico-malavitoso. Troppo facile, troppo vile, troppo indegno.

Il Premier va sbandierando di continuo una bandiera assumendo che nessuno potrebbe dare lezioni di legalità al PD. Beh, se tutto quello che si sta consumando in questi giorni sarebbe “l'anima legalitaria” del PD, c'è davvero da rabbrividire.

I Partiti dovevano assumersi l'onere effettivo di impedire le candidature insostenibili e di fare finalmente piazza pulita dell'arroganza, della presunzione e della supponenza. Ma per consumare certe azioni ci vogliono qualità ed “attributi”, ivi compreso il coraggio di perdere, perché è oltremodo chiaro che se di decide di rinunciare alle “coperture” del sistema affaristico-malavitoso, vincere diventa più difficile.

Ma, meglio perdere che vincere per governare col “cappio alla gola” del ricatto malavitoso. Meglio perdere che dover vendere l'anima al potere occulto. Meglio perdere che essere soltanto fantocci nelle mani di chi tristemente e “velatamente conta”.

Se questa è la Terza Repubblica, se questa è la sinistra post-ideologica, se questo è il sistema politico del nuovo millennio, molto meglio "il vecchio", allora, quando "il rosso", "il nero" e finanche "il blu" o "il giallo" facevano la differenza.

La legalità non è una mera enunciazione di principio, è sostanza vera: quel quid che alberga solo nell'anima di chi fa dell'etica e della giustizia il sincero in se di un cammino proteso verso il sogno di un grande Paese e di un grande popolo. Il sogno è sempre possibile a condizione di avere il coraggio di viverlo fino in fondo, dicendo no a tutto ciò che è indegno e inaccettabile.

Intanto i vari “capi-partito” – perché soltanto di questo si tratta, purtroppo: altro che Leader – stanno invitando il popolo ad andare a votare “perché ci sarebbero scelte quasi epocali” da consumare. A parte la risibilità dell'assunto, la sintesi “a contrario” è oltremodo agevole perché il sincero e profondo senso di disgusto che ne deriva è sempre più forte e devastante. Andare a votare? “Ma anche NO”: in queste condizioni é davvero inammissibile...