Questo sito utilizza cookie, anche di terze parti, per migliorare la tua esperienza. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsenti all’uso dei cookie.

 

 

 

 

Testata



Accedi  \/ 

Collegati al tuo Account

MATTARELLA PREMI ANCHE GIBBONI, GADJIEV ED ARMELLINI...

MATTARELLA PREMI ANCHE GIBBONI, GADJIEV ED ARMELLINI...

Il Presidente Mattarella dovrebbe invitare (e premiare) al Quirinale anche Giuseppe Gibboni, vincitore del Premio Paganini, ed Alessando Gadjiev ed Eleonora Armellini, arrivati, rispettivamente,...

DA SALERNO, IL

DA SALERNO, IL "NUOVO PAGANINI"...

GENOVA, 26 ottobre 2021... Dopo 24 anni, il Premio Paganini, il primo posto del Concorso Internazionale per violino dedicato al nostro virtuoso più famoso della storia, è tornato nelle mani di un...

LA XVIII EDIZIONE DELLO

LA XVIII EDIZIONE DELLO "CHOPIN" DI VARSAVIA...

Anno 2021... 18° Edizione del Concorso Pianistico Internazionale "Chopin" di Varsavia. Ha vinto il 24enne canadese Bruce (Xiaoyu) Lii... All'esito di un attento esame della performance di questo...

TROPPA

TROPPA "RICHIESTA DI STATO"!

L’ultima settimana è stata caratterizzata da molteplici occasioni di “scontro” (ma, anche, di pregnanti riflessioni) sui rapporti tra la politica e la storia; tra la nostra società e tutto quello...

QUEL POPOLO CHE NON C'E' PIU'...

1428660314103 milanoCi sono eventi dei quali è davvero difficile “parlare”. Quando si verificano ti attanaglia un profondissimo senso di vuoto. Nei film certe cose succedono sistematicamente. Dovresti essere quasi abituato “alla follia”, singola e collettiva. Eppure, quando dalla fiction si passa alla tragica realtà, cambia radicalmente tutto. Quello che è successo nelle aule di giustizia del Tribunale di Milano, con morti che non ci dovevano assolutamente essere e che nessun “ragionamento” potrà mai spiegare, lascia davvero un profondissimo senso di vuoto.

Ancor di più lo trasmette l'indegna pantomima della pseudo-dialettica consumata tra fazioni, esponenti “di settore” e soliti, “finti eroi”. In certi casi, il dolore, il senso di sgomento, la stessa, legittima rabbia, dovrebbero abbattere barriere e confini. Dovrebbero essere così travolgenti da spingerci tutti "gli uni verso gli altri", e invece... E' vero che la mente umana è un mondo ricco di milioni di sfumature. Crea, scompone, rielabora e ricompone. Gli scienziati la studiano da sempre. Ma questa è solo una premessa, perché ciò che davvero rileva, anzi, l'unico dato davvero rilevante, non è certo la complessità della mente umana, la sua struttura o il suo specifico funzionamento, ma quella variegata e multiforme articolazione delle dinamiche dei gruppi, “l'un contro l'altro armato”... Magistrati contro Avvocati. Classe “togata” in genere contro i politici. Politici contro tutti. Popolo assopito, incredulo, tradito.

Davvero non si riesce più a provare - nemmeno per “un attimo” - il senso dell'appartenenza alla stessa storia? Davvero nemmeno una tragedia è capace di unirci e farci sentire figli della stessa Patria? Davvero nemmeno le assurdità riescono a scaldare i cuori facendoli battere all'unisono? A quanto pare, la risposta è tristemente no! Il nostro è un “sistema/Paese” tristemente e “follemente” alla deriva. Quanto successo a Milano, è sì il tragico gesto di una persona che ha perso progressivamente il senno (anche se certe cose è sempre meglio che le stabiliscano gli esperti nell'iter giudiziario che sarà!), ma esplicita e rinforza l'immagine decadente di un Paese che “quasi, quasi”, davvero "non c'è più!"

Non è ammissibile che all'ingresso di un Pubblico Ufficio, anziché le Forze dell'Ordine o delle Guardie Giurate (in quanto tali, armate), vi siano dei semplici vigilantes/portieri. E' vero che la divisa, di per sé, può essere un potenziale deterrente ma l'esperienza insegna che la stessa, “da sola”, soprattutto in certi casi, non risolve e non lo farà mai. Comunque la si voglia “leggere” o vedere, nelle valutazioni preliminari sul tipo di strumento preventivo da adottare nello specifico caso, certe leggerezze sono davvero inammissibili.

Il mercato delle “security preventiva” - anche per ciò che concerne le aziende eroganti servizi di portierato - è ricco di aziende di qualità, ma la qualità, l'effecienza e l'efficacia non si misurano soltanto dall'addestramento. Esse vanno strettamente commisurate e valutate anche sulla scorta delle specifiche esigenze da soddisfare. Altrimenti detto, i siti “sensibili” vanno tutelati come si deve: farlo a mezzo di semplici vigilantes/portieri è colpa parecchio grave.

Ma questo nel “mondo dei sogni”, purtroppo, perché quando la situazione diventa così drammatica da dover operare tagli in tutte le direzioni, la qualità, l'efficienza e la stessa efficacia delle decisioni assunte se ne vanno chiaramente “a quel Paese”. E il dramma è totale, ampio, senza nessuna sorta di confine. Sanità, Istruzione, Pubblica Amministrazione. Difesa del territorio. Non si salva nulla.

In ogni caso, al di là di questo – che già “dice” comunque “tutto” su quel che resta della nostra Italica sostanza – la cosa che rende ancora più profondo il senso della sconfitta, è quella recita, quel gioco delle parti, quella sistematica contrapposizione “sistemica”, sempre più ampia e sempre più tracotantemente dirompente, alla quale non si riesce proprio più a contrapporre la ben che minima barriera, nemmeno il dolore collettivo.

Non bisogna essere un sociologo o uno “scienziato” sopraffino per avere contezza del fatto che il “sistema”, da un lato "ci vuole speculari” e funzionali a sé stesso, dall'altro, invece, "ci vuole" divisi, disuniti e contrapposti. E' proprio quel “gioco” che asseconda gli orticelli, le clientele, le fazioni e finanche le assurdità d'area. Dire “basta”, gridarlo forte, non contro l'Europa, ma contro chi sta continuando a giocare sulla nostra “pelle”, con la nostra vita e coi nostri stessi sogni, dovrebbe unirci e renderci appassionatamente e “dannatamente” consapevoli, e invece...

Oggi è “solo rumore”. Un “rumore” continuo, che frastorna, disorienta e confonde. Un “gioco” nel “gioco”. Una iattura nella iattura. Una “sistemica” e ignobile menzogna quotidianamente consumata nella persistente e inaccettabile finzione di un Popolo che, a ben vedere, proprio non c'è più...

LogoV

Il "laboratorio" politico e sociale per una nuova stagione di idee...

Seguici anche su

facebook         twitter

Contatti

Acconsento al trattamento dei dati ai sensi del D.Lgs. 196/03