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TRA LEGALITA' E CULTURA...

dsc 0262Sulla questione dei Campi ROM, Salvini, con le dichiarazioni rese di ieri, pur palesarsi oltremodo immemore delle antecedenti scelte operative poste in essere dal suo stesso partito e pur essendo stato chiaramente eccessivo, ha comunque riproosto una questione reale.

Epurando tutto il ragionamento dai potenziali contenuti razzisti e/o xenofobi, come delle variegate speculazioni di parte, a trazione elettorale, già in corso d'opera, è di oggettiva evidenza come il nostro Paese non sia stato mai in grado di approntare misure idonee a realizzare una reale “integrazione”, e non dico necessariamente tra stranieri ed Italiani, ma già tra appartenenti alla stessa Patria. Le reiterate e continuate contrapposizioni, anche a fini elettorali, tra nord e sud ne sono una chiara evidenza purtroppo.

Ciò non di meno, e riannodando le fila del discorso, l'attuale condizione dei campi Rom è oggettivamente inaccettabile... Inaccettabile che esistano delle baraccopoli. Inaccettabile che esistano persone che, pur vivendo nel nostro Paese, non si pongano il problema di rispettarne le Leggi. Inaccettabile che si esiga di vivere stabilmente in un posto senza sentire il dovere di contribuire alla crescita morale e materiale dello stesso (anche se tra le tante malefatte degli Italici "Rappresentati Istituzionali" e quelle degli stranieri, scegliere, proprio non saprei!).

Mettendo da parte il "politicamente corretto", che proprio non mi interessa, lo Stato non può che affrontare la questione nell'unico modo possibile e, quindi, non soltanto sulla scorta della pedissequa applicazione della legge, sibbene in ragione di un preciso progetto a “trazione culturale Italica”.

Certi “mali”, soprattutto se l'ambizione è quella di diventare una società multi-etica, non si combattono solo con “la frusta” ma anche – e soprattutto! - “imponendo” il rispetto delle regole e portando l'interlocutore a diventare parte del tuo essere Popolo e Nazione affinché ne condivida la storia, le tradizioni e lo stesso “credo”. I "ghetti", per gli stranieri come per gli Italiani (perché esistono anche quelli, purtroppo) sono inaccettabili, soprattutto per i bambini che ci vivono.

Se si vuole continuare ad ospitare stranieri e/o pseudo-tali, vanno adottate soluzioni adeguate allo scopo e da tutti i punti di vista. E' una questione etica, morale ma anche, e soprattutto, di rispetto della Legge e dei valori costituzionalmente garantiti... Io inizierei dai bambini, sistematicamente sfruttati da genitori indegni per procacciarsi ricchezza a mezzo della reiterata richiesta di elemosine in ogni dove.

Da un lato, immagino un esercito di “Assistenti Sociali”, corroborati dalle Forze dell'Ordine, che li prelevi “all'occorrenza” per condurli in adeguate strutture ricettive, ricreative e formative. Dall'altro, immagino uno Stato capace di imporre le normali regole delle Democrazie “evolute”: «vivi in Italia? Bene... Innanzitutto i tuoi figli devono andare a scuola. In secondo luogo devi crescerli con decoro. In Terzo Luogo devi rispettare le “regole” del posto dove vivi. In quarto luogo, devi contribuire al progresso materiale e morale dello stesso. In quinto luogo, "sgarra" e "te ne torni" direttamente a casa tua...»

Ovviamente vale anche la "reciproca morale", perché se quella sugli stranieri deve essere soltanto una "battaglia" di facciata per procacciarsi indebiti proventi connessi al relativo sistema di ospitalità, la cosa è parimenti indegna e inaccettabile. 

Insomma, il vero problema non è l'etnia. La questione è strettamente legale e la Legge deve valere per tutti, stranieri compresi...