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SUL "COLLE" METTETECI MARTINO...

RightBLU Martino-PresidenteE così ci siamo per davvero. Giorgio Napolitano, nel messaggio di fine anno alla Nazione, ha confermato le indiscrezioni e a breve si dimetterà dall'incarico di Presidente della Repubblica. Sinceramente Napolitano non mi è mai piaciuto come "Capo dello Stato". Ho apprezzato quando ha accettato un secondo mandato per far fronte all'incapacità dell'attuale legislatura di esprimere un nuovo Presidente ma, al di là di quel gesto, il “mio cuore” non l'ha mai rapito, anzi... Per la verità non ricordo nessun Presidente che mi abbia davvero impressionato sino ad oggi. Forse Cossiga, ma giusto “un pò” e per le sue "picconature".

Qualche giorno fa, quando le voci sulle possibili dimissioni di Napolitano avevano iniziato a “girare” in rete, avevo avanzato la mia piccola proposta - che, peraltro, si attestava sulle analoghe posizioni assunte da altri amici dell'area liberale - "chiedendo" che stavolta, al "colle", ci mandino un liberale, nella specie il Professor Antonio Martino.

Economista, ex ministro degli Esteri, ex ministro della Difesa, liberale nella "prima Forza Italia" - quella, cioè, non ancora "alterata" dal protagonismo Berlusconiano - il Prof. Martino potrebbe davvero rappresentare una svolta politico-valoriale nel panorama politico e cuturale del nostro Paese facendo da significativo punto di riferimento per la creazione di una vasta area liberal-conservatrice che si contrapponga a quella statalista e pseudo-progressista rappresentata da Renzi e dai suoi "compagni" d'avventura.

Oggi di discute tanto di destra e di sinistra. Anch'io lo faccio, perché sono un uomo di destra liberale e prescindere dallo specifico riferimento lo trovo "difficoltoso". Ciò non di meno, uso quei parametri come locuzioni di sintesi, anche provocatoria "nel caso", perchè, molto semplicemente "parlando", non credo tanto alla necessità e/o possibilità di duplicare vecchie formule, quanto quella di prendere atto di una diversa rappresentazione di campo, quella statalista-progressista, da una parte, e quella liberal-conservatrice, dall'altra. Un'area liberal-conservatrice da consolidare e da rinsaldare perchè il Paese, per uscire dalla particolare situazione di crisi in cui versa, ha bisogno di una nuova "visione". Una visione che sia "conservatrice" nei valori, liberale in economia e che non rinneghi mai l'incanto della solidarietà che è cosa ben diversa dallo sterile e improduttivo assistenzialismo di "italica, socialistica" maniera. Perchè la crisi non si combatte solo con tagli, con bonus da ottanta euro o con meri palliativi. Dall'empasse di può uscire soltanto percorrendo la via dell'audacia, battendo forte i pugni sul tavolo dell'Europa e “rivoltando come un guanto” l'intera architettura istituzionale e burocratica del nostro Sistema, e per farlo ci vogliono passione, irriverenza, competenza e grande capacità di saper propugnare soluzioni nuove ed anche democraticamente rivoluzionarie.

Come giustamente sottolineato anche da "altri amici" dell'area liberale, il ruolo di un Presidente della Repubblica “liberale”, nella specie il ruolo che proprio il Prof. Martino potrebbe svolgere anche nelle “relazioni” Europee, sarebbe chiarissimo perché, oltre a fare da possibile "riferimento" di un'area da rinsaldare e cementare, potrebbe altresì "sospingere" lo stesso, grande piano di investimenti di cui necessita il nostro Paese e la stessa Europa - ivi compresa l'eventuale emissione di eurounionbond per almeno cinquecento miliardi - senza contare che potrebbe anche "ricontrattare l’euro" e lo stesso ruolo dell'Italia nelle relazioni comunitarie, perchè il nostro Paese ha davvero ancora grandi risorse e pregnanti capacità; deve soltanto "decidere di diventare grande", dandosi il coraggio delle scelte audaci e delle riforme vere, finalmente gettando, in modo forte e deciso, il "proprio giavellotto" verso la modernità. Questa volta voltiamo pagina e proviamo realmente a scrivere una storia nuova. Almeno questa volta che il vento della libertà e della modernità soffi per davvero.

Ma è "un sogno", un desiderio, "giusto" una speranza. Il fervente invito a chi "può decidere" perchè, purtroppo, nell'attuale sistema -  “cosa" sempre più assurda, ridicola e anacronistica - il Capo dello Stato è eletto ancora dal Parlamento e le attuali forze politiche, tutte prese dal “Nazareno”, molto probabilemente consumeranno una scelta di ben altro tipo, purtroppo.

Si parla di Prodi ma anche di Grasso, per esempio. Si "vocifera" che Berlusconi sarebbe d'accordo anche sul nome di Prodi, purtroppo. In ogni caso, sono nomi che davvero ci vorremmo risparmiare.

Pensieri, riflessioni ed anche speranze. La speranza che Berlusconi e “company”, almeno questa volta, si ricordino di essere stati anche “Thatcheriani” ed anche “liberali”... Almeno un po...

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