Questo sito utilizza cookie, anche di terze parti, per migliorare la tua esperienza. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsenti all’uso dei cookie.

 

 

 

 

Testata



Accedi  \/ 

Collegati al tuo Account

MATTARELLA PREMI ANCHE GIBBONI, GADJIEV ED ARMELLINI...

MATTARELLA PREMI ANCHE GIBBONI, GADJIEV ED ARMELLINI...

Il Presidente Mattarella dovrebbe invitare (e premiare) al Quirinale anche Giuseppe Gibboni, vincitore del Premio Paganini, ed Alessando Gadjiev ed Eleonora Armellini, arrivati, rispettivamente,...

DA SALERNO, IL

DA SALERNO, IL "NUOVO PAGANINI"...

GENOVA, 26 ottobre 2021... Dopo 24 anni, il Premio Paganini, il primo posto del Concorso Internazionale per violino dedicato al nostro virtuoso più famoso della storia, è tornato nelle mani di un...

LA XVIII EDIZIONE DELLO

LA XVIII EDIZIONE DELLO "CHOPIN" DI VARSAVIA...

Anno 2021... 18° Edizione del Concorso Pianistico Internazionale "Chopin" di Varsavia. Ha vinto il 24enne canadese Bruce (Xiaoyu) Lii... All'esito di un attento esame della performance di questo...

TROPPA

TROPPA "RICHIESTA DI STATO"!

L’ultima settimana è stata caratterizzata da molteplici occasioni di “scontro” (ma, anche, di pregnanti riflessioni) sui rapporti tra la politica e la storia; tra la nostra società e tutto quello...

UN'IPOTESI DI SEMIPRESIDENZIALISMO...

Il Quirinale(di Mirko Vacca) - Da oltre vent’anni a questa parte, varie forze politiche si perdono in chiacchiere su un tema importante e cardine come quello delle Riforme Costituzionali: legge elettorale, Titolo V, Federalismo, ecc.

La nostra Carta Costituzionale, come tutti sappiamo, è nata come patto, come compromesso tra quelle forze politiche che si erano opposte al regime fascista, e che quindi intendevano concedere un pacchetto di diritti di libertà sociali e individuali (prima preclusi), oltre a impedire, sempre e comunque, il venire a crearsi di un Governo ‘’forte’’. Uno Stato centralinista e assistenzialista in ogni suo aspetto, un sistema di rapporto dei Poteri assolutamente abnorme, due Camere che svolgono le stesse identiche funzioni legislative, un Governo che non ha i giusti e legittimi mezzi di intervento, un Presidente della Repubblica come garanzia dell’insieme. Il tutto alimentato dalla paura continua che una forza politica da sola potesse ergersi a regime, di nuovo. L’Italia ha pagato e paga tutt’ora, gli errori dei costituenti, che condannarono il Paese all’incapacità di una stabilità politica, dalla quale deriva la stabilità economica. L’Italia non ha capacità di azione tempestiva, non è al passo con la globalizzazione.

Si capisce dunque che non si può più andare avanti in questo stallo perenne delle istituzioni. E’ necessario procedere con quelle modifiche urgenti che liberalizzerebbero la Repubblica e la sua architettura istituzionale, rendendoci finalmente una vera Democrazia politica, e un grande Paese competitivo. Una nuova classe dirigente con idee nuove e fresche, un Partito Conservatore nei valori e nelle tradizioni della storia e della cultura italiana, ma liberale nell’economia, nel concedere opportunità a chiunque, senza servire su piatti d’argento ogni aspetto della vita del cittadino, non può esimersi da questa sfida.

Diversi nostri capi di Stato e Governo hanno cercato di smuovere la ‘’palude istituzionale’’, Craxi, Cossiga, Berlusconi, Amato, Ciampi, D’Alema, Letta e l’attuale premier Renzi; ciò che vi propongo qui di seguito è un modello di riforma Semipresidenziale, poiché mi rendo conto che sono molti i connazionali che non vedrebbero di buon occhio un’unica figura, Capo dello Stato e del Governo.

Il mio obiettivo è liberalizzare le istituzioni della Repubblica. Far divenire il Quirinale accessibile a chiunque, uomo e donna, più o meno giovani, nel merito di una vittoria elettorale e con mandato popolare diretto. Il Presidente della Repubblica deve essere eletto direttamente dal popolo italiano, che finalmente vedrà restituirsi la sovranità che sembra perduta; il Presidente nominerà il Primo Ministro e il Governo, il quale dipenderà dalla fiducia della Camera dei Deputati. Il bicameralismo perfetto sarà solo un lontano ricordo.

Stabilità politica e istituzionale, capacità di decisione e intervento, niente più crisi di governo e spreco di soldi dei cittadini per nuove elezioni nell’immediato, e sovranità al popolo nella scelta dei suoi rappresentanti.

Nel lungo periodo, un Partito conservatore di centrodestra, non dovrà avere paura nemmeno del Federalismo, altra importante riforma e svincolare le regioni dallo statalismo centrale. La parola ai cittadini, per premiare il merito delle varie classi politiche locali, o eventualmente punirle.

Ho assistito a due elezioni presidenziali da quanto mi interesso alla Politica (2006 e 2013, entrambe di Napolitano), e a breve assisterò alla terza. Dopo il pietoso spettacolo del 2013, non possiamo e non dobbiamo più permettere a un parlamento degenerato e a una classe politica indegna, di eleggere il nostro Presidente della Repubblica!

Queste riforme istituzionali sono l’unica strada per rilanciare l’Italia, una scommessa verso il futuro di quella che, nonostante tutto, rimane l’ottava economia mondiale.

  IPOTESI DI MODIFICHE ALLA COSTITUZIONE

TITOLO II

PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA ITALIANA

Art. 83: Il Presidente della Repubblica è eletto a suffragio universale diretto da tutti i cittadini italiani che hanno compiuto la maggiore età e che godono dei diritti civili e politici. Il Presidente della Repubblica è eletto a maggioranza assoluta dei voti espressi. Se tale maggioranza non viene raggiunta al primo scrutinio, si procederà con una nuova votazione, nella seconda domenica successiva, alla quale prenderanno parte i due candidati più votati nel primo turno.

Art. 84: Può essere eletto Presidente della Repubblica qualunque cittadino italiano che sia nato in Italia e abbia compiuto i 40 anni di età, e che goda dei diritti civili e politici. L’ufficio di Presidente della Repubblica è incompatibile con ogni altra carica e attività o impiego privato. L’assegno e la dotazione del Presidente della Repubblica sono determinati dalla legge, e non possono essere modificati durante il mandato.

Art. 85: Il Presidente della Repubblica è eletto per un mandato di cinque anni, e può essere rieletto consecutivamente solo una volta. A 60 giorni dal termine naturale del suo mandato, il Primo Ministro della Repubblica, indice le elezioni del Presidente, con Decreto Legge controfirmato dal Ministro dell’Interno e dello stesso Presidente delle Repubblica in carica. La validità dell’atto e dell’esito delle elezioni presidenziali vengono poi certificate dalla Corte Costituzionale. Segue poi la cerimonia del giuramento del Nuovo Presidente, ai sensi dell’articolo 91 della Costituzione.

Art. 86: Le funzioni e l’ufficio del Presidente della Repubblica, in ogni caso che egli non possa adempierle, sono esercitate dal Presidente della Camera dei Deputati. In caso di morte, dimissioni, impedimento permanente del Presidente della Repubblica, il Primo Ministro, indice le elezioni per un nuovo Presidente della Repubblica entro quindici giorni. Concluso il mandato, la persona che è stata Presidente della Repubblica, si fregia del titolo di ‘’Presidente Emerito della Repubblica Italiana’’.

Art. 87: Il Presidente della Repubblica è il Capo dello Stato, rappresenta l’Unità della Nazione e ne garantisce l’indipendenza. Vigila sul rispetto della Costituzione. Promulga le leggi approvate dal Parlamento; può sciogliere anticipatamente, sentito il Primo Ministro e il rispettivo Presidente, la Camera dei Deputati; può inviare messaggi alle Camere. Il Presidente della Repubblica non è sfiduciabile dal Parlamento. Il Presidente della Repubblica può essere messo sotto accusa, dal Parlamento, per atti di alto tradimento o attentato alla Costituzione. Il Presidente della Repubblica nomina e revoca il Primo Ministro, e su proposta di questo, i Ministri. Presiede il Consiglio dei Ministri. Nomina, accredita e riceve Ambasciatori e Rappresentanti Diplomatici; assicura il rispetto dei Trattati Internazionali e degli obblighi derivanti dall’appartenenza della Repubblica Italiana a entità Sovranazionali. Rappresenta l’Italia in sede internazionale ed Europea. E’ il Comandante Supremo di tutte le Forze Armate, presiede il Consiglio Supremo di Difesa; dichiara lo Stato di Guerra deliberato dalle Camere, e in caso di emergenza nazionale, assume pieni poteri di governo e può legiferare per Decreto Legge. In tale situazione la Camera dei Deputati non può essere sciolta per nessun motivo. Può concedere la Grazia e commutare le pene. Il Presidente può porre il Veto su una legge e rispedirla alla Camera dei Deputati per riesaminarla. Indice i Referendum popolari. Nomina, nei casi indicati dalla legge, alti funzionari dello Stato.

Art. 88: Il Presidente della Repubblica può, sentito il Primo Ministro e il Presidente della Camera, sciogliere anticipatamente la Camera dei Deputati, e indirne le elezioni per i membri. La Camera dei Deputati non può essere sciolta il medesimo anno corrente delle elezioni dei suoi membri.

Art. 89: Il Primo Ministro e i Ministri devono controfirmare gli atti proposti dal Presidente della Repubblica e adottati dallo Stesso, ma non l’indizione dei referendum, il rinvio o la promulgazione delle leggi, l’invio dei messaggi alle Camere, e le varie nomine dei funzionari, attribuite al Presidente dalla Costituzione.

Art. 90: Il Presidente della Repubblica è responsabile di ogni atto compiuto durante l’esercizio delle sue funzioni, incluso l’alto tradimento e attentato alla Costituzione. In questi casi, Egli è posto sotto accusa dal Parlamento Riunito in Seduta Comune e giudicato dalla Corte Costituzionale. Se il Presidente viene dichiarato colpevole, egli ha l’obbligo giuridico di dimettersi dal suo Ufficio, e non potrà più candidarsi a qualsiasi altra carica pubblica.

Art. 91: Il Presidente della Repubblica, prima di assumere le sue funzioni, presta giuramento davanti al Parlamento Riunito in Seduta Comune. La seguente formula del giuramento sulla Costituzione, reca: ‘’Io, (nome e cognome), giuro solennemente di adempiere con fedeltà all’incarico di Presidente della Repubblica Italiana, di osservare la Costituzione e le sue Leggi, nell’interesse esclusivo della Nazione. Con l’aiuto di Dio.’’

Al giuramento segue, per consuetudine, il discorso del Nuovo Presidente e un corteo di accompagnamento verso il Palazzo del Quirinale.

TITOLO III

Il GOVERNO

Art. 92: Il Potere Esecutivo è esercitato dal Governo, dal Presidente della Repubblica e dal Primo Ministro. Il Presidente della Repubblica nomina e revoca il Primo Ministro e, su proposta di questo, i Ministri del Governo. Il Primo Ministro ha funzione di vice presidente del Consiglio dei Ministri, sostituisce e presiede le riunioni del Governo ogni volta in cui il Presidente della Repubblica non sia presente. Il Governo determina e dirige la politica nazionale, l’amministrazione e la politica interna della Repubblica.

Art. 93: Il Primo Ministro della Repubblica e i Ministri, prima di assumere le loro funzioni, prestano giuramento nelle mani del Presidente della Repubblica, di rispetto, di fedeltà e di osservanza della Costituzione Italiana.

Art.94: Il Governo, rappresentato in sede Parlamentare dal Primo Ministro, deve ottenere la fiducia della Camera dei Deputati. La Camera accorda e revoca la fiducia mediante mozione motivata e votata con appello nominale. Entro dieci giorni dalla sua formazione, il Governo si presenta alla Camera dei Deputati per ottenere la fiducia. Il voto contrario sulle proposte del Governo non comporta l’obbligo di dimissioni. La mozione di sfiducia può essere presentata verso il Primo Ministro, verso un singolo Ministro, o verso il Governo. Questa deve essere approvata a maggioranza assoluta dei membri della Camera dei deputati.

Art. 95: Il Primo Ministro dirige la politica generale del Governo, è responsabile della sicurezza nazionale e assicura l’esecuzione e il rispetto delle leggi. Sostituisce il Presidente della Repubblica nella presidenza del Consiglio dei Ministri, ogni qual volta il Presidente non sia presente. Indice l’elezione del nuovo Presidente della repubblica ai sensi degli art. 85-86 della Costituzione. I Ministri sono responsabili individualmente degli atti dei loro singoli Dicasteri, e collegialmente degli atti adottati dal Governo e dal Consiglio dei Ministri. L’assegno e la dotazione del Primo Ministro e dei Ministri sono determinati dalla legge, e non possono essere modificati durante la durata del mandato. L’incarico di Primo Ministro o di Ministro è incompatibile con ogni altro impiego o attività pubblica.

Art. 96: Il Primo Ministro e i Ministri possono essere sfiduciati, singolarmente, dalla Camera dei Deputati, con una mozione di sfiducia approvata dalla maggioranza assoluta dei suoi membri. Primo Ministro e Ministri possono essere posti sotto accusa dal Parlamento per reati commessi nell’esercizio delle loro funzioni e giudicati dalla Corte Costituzionale. Se giudicato colpevole, il Primo Ministro, o i Ministri, hanno l’obbligo giuridico di consegnare le dimissioni al Presidente della Repubblica.

LogoV

Il "laboratorio" politico e sociale per una nuova stagione di idee...

Seguici anche su

facebook         twitter

Contatti

Acconsento al trattamento dei dati ai sensi del D.Lgs. 196/03