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SOGNO DI MEZZA ESTATE...

un sogno di mezza estate(di Danilo Petri) - A certi miei amici vorrei dire... Tutto il dibattito politico, pubblico e sociale, gira intorno ai temi dell’agenda governativa: riforme, crisi economica, tasse, liberalizzazioni, giustizia, spesa pubblica, debito, eccetera. Mentre l’Europa e il mondo intero sono sottoposti a micidiali sollecitazioni della Storia (economia e guerre).

L’animo che prevale è speranzoso e di contro, la critica stenta fra proposte ossidate e ricette improponibili in questo assetto.

Questa situazione è classica, normale.

Ed è il frutto della vittoria del Sistema, che è stato capace di trovare il terminale adatto al mantenimento del potere, del controllo delle opinioni diffuse e del consenso. Ancora una volta una narcosi collettiva. Il dibattito è appeso ai tweet del premier e dei suoi. Persino i migliori non si discostano e pur parlando fuori dal coro la loro voce è flebile e conforme. Si tratta di uno spettacolo dove non mancano gag e altre ridicolaggini e dove l’ovvietà fa da padrona. Chiacchiere.

La politica vera passa sopra la testa della gente e si preoccupa soltanto di affabulare con astuzia le cosucce quotidiane e le promesse; soltanto di alimentare la speranza e tenere a bada l’indignazione e la disperazione diffuse. Renzi, in questo, è il super-dotato di questo scorcio di storia patria. La leadership dell’equivoco fiorentino è sostenuta da interessi palesi, corporativi e partitici, e l’opposizione è manifestamente povera, a volte ridicola e per questo funzionale al “tirare innanzi”.

Ci vorrebbe un’alternativa dirompente, per contenuti ideali e culturali, a questo status quo ma non c’è e non ci può essere. Tale alternativa può nascere soltanto nel tempo, nel fermento delle idee, nell’ampliarsi delle conoscenze, nel primato della cultura; non può fondarsi alternativa sul semplice dissenso anti-sistemico, sull’indignazione, sull’indipendentismo, sulla vanagloria di presuntuosi e velleitari gruppuscoli animati da dottrine rigide ed inconcludenti. E fra tutti il più velleitario degli intenti è dar vita a nuovi partiti, fatti di caporali senza truppa.

Il Sistema Italia è marcio e gli effetti si spalmano sulla nazione. I buchi neri si sono aperti e si aprono non solo negli spazi pubblici, anche locali, ma su tutta la ricchezza antica del nostro Paese. Si sono aperti nei meravigliosi spazi del nostro paesaggio, in quelli della nostra strepitosa storia artistica e monumentale. Si sono aperti nel sistema culturale, scolastico, universitario e della ricerca; nella tradizione delle professioni liberali e nell’impresa; nel privato sociale e persino nel volontariato. Il buco nero ormai è il “si salvi chi può”: tutto attira e, come insegna la fisica, ciò che entra nel “buco” non ritorna.

C’è una grande ed insidiosa giungla da attraversare se si vuol davvero sperare di costruire un’alternativa. E’ la giungla degli istinti primordiali, dell’ignoranza profonda, della cattiva coscienza. Abbattere certa mala pianta e farsi largo con la scienza, con l’etica, con la semplice e buona educazione ed il buonsenso, potrebbe scatenare uno spirito nuovo e far rinascere il piacere della scoperta, della partecipazione, e la possibilità vera di un Paese migliore. Ma questo è solo un sogno di mezza estate.