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QUEGLI AVVOCATI A RISCHIO CANCELLAZIONE...

Quegli avvocati a rischio cancellazioneRecentemente il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali ha approvato il regolamento attuativo della legge professionale n. 247 del 2012 che stabilisce, tra l'altro (art. 21), l’iscrizione d’ufficio degli avvocati alla Cassa Forense, vale a dire alla cassa di previdenza degli avvocati. Il regolamento in questione prevede che gli avvocati che verranno obbligatoriamente iscritti dovranno versare alla cassa forenseun minimo contributivo in misura fissa (contributo soggettivo), indipendentemente dal reddito dichiarato, così rischiando di costringere molti professionisti alla cancellazione dall’albo in ragione della loro impossibilitati a pagarlo.

Al netto delle agevolazioni e degli sconti per i primi otto anni di iscrizione per i percettori di un reddito inferiore ai 10.300 euro e per gli avvocati under 35, «la norma risulta comunque iniqua perché viola una serie di norme costituzionali che pregiudicano il diritto di difesa del cittadino, la progressività dei contributi previdenziali e la libertà professionale.

La verità è che il regolamento suddetto introduce in modo surrettizio l’esercizio della professione forense sulla base della capacità reddituale. Potrà fare l’avvocato solo chi ha un reddito sufficiente per affrontare i pesanti costi fissi professionali: Cassa Forense, Iscrizione annuale all’albo, assicurazione professionale e via dicendo».