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IL POTERE LOGORA, MA SOLO CHI CE L'HA...

Il potere logora chi ce l'haE' vero che, tutto sommato, già si sapeva. Eppure acquisirne la “prova provata”, lo confesso, “fa fatto ancora più effetto” della mera speculazione concettuale. E trattasi di effetto davvero tristissmo perché, che il centro-destra sia politicamente morto, è oramai un dato pacifico, ufficiale e incontestabile.

Lo ha plasticamente certificato proprio la pantomima consumata negli ultimi giorni, in occasione dell'elezione del nuovo Presidente della Repubblica, dai protagonisti dell'indegno proscenio, pregno della peggiore "recita" che si sia mai vista nella storia Repubblicana, perché, da un lato, la Lega e i "Fratellini d'Italia" hanno assurdamente votato Vittorio Feltri. Dall'altro, Berlusconi e Alfano hanno fatto addirittura peggio, prima esprimendo un candidato comune, nella specie il Prof. Antonio Martino che, peraltro, non si sono nemmeno premurati di votare in aula nelle prime tre votazioni. Poi rinnegando tutto e votando addirittura scheda bianca. Poi definitivamente rompendo tutti gli argini della decenza e fino al punto da cambiare sfumature e finanche "colore" con la conseguenza che, alla quarta votazione, mentre Forza Italia ha continuato a vestirsi di “bianco”, il presunto, Nuovo Centro Destra ha deciso di indossare addirittura "il rosso" così platealmente cedendo ai più voluttuosi "desideri renziani".

La si può dipingere come si vuole, ma un dato è comunque incofutabile: tra "padri fondatori" e "pseudo-eredi", il fallimento del centro-destra, nell'ultimo ventennio, è stato totale e devastante. Non si salva proprio nessuno! Anzi, il centro-destra è stato capace addirittura di sconfessare finanche una famosissima massina di Andreotti, perché ha dimostrato che è vero che "il potere logora", ma solo chi ce l'ha, evidentemente.

Ed ora “subiamoci” il resto della legislatura, i finti miti e tutti quelli che verranno, perché è questo quello che ci aspetta.

Nel nostro piccolo, da cittadini appassionati, possiamo soltanto dire che, nonostante la Costituzione ne prevedesse – come in effetti prevede! – la titolarità esclusiva in capo ad altri, abbiamo provato a far sentire comunque la nostra voce facendo rete e “militando”, nelle piazza telematiche ed in quelle fisiche, per propugnare e sostenere la candidatura del Prof. Antonio Martino “al Colle”.

Già, Antonio Martino. In aula lo hanno votato soltanto due parlamentari, ma in "questa storia" il riscontro numerico del “palazzo” conta poco. Quello che davvero segna il discrimine - e purtroppo la distanza - incolmabile tra un “palazzo sempre più decadente” ed il popolo sovrano riposa tutto nella passione e nell'attivismo di una parte di popolo che ci ha creduto e che, pur nella consapevolezza che nulla, o quasi, sarebbe cambiato, è voluto scendere comunque in piazza battendosi per le proprie idee "gridando" un nome. Un fare che, al di là del risultato, farà sempre la differenza perché, “noi altri”, almeno “c'eravamo”.

In ogni caso, auguri al nuovo Presidente della Repubblica. Non ci piace ma è comunque il nuovo "Capo dello Stato". Speriamo almeno che non faccia peggio di Napolitano...