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LA DESTRA NON E' RABBIA!

LA DESTRA NON E' RABBIA!

C’era una volta la destra... Quella dell'Identità Nazionale” e non del Nazionalismo. Quella dell'Europa del popoli” e non della “negazione terraiola”. Quella del confronto, dell'inclusione e non...

OLTRE IL PANTANO. AUTOREVOLEZZA E QUALITA'!

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L'attuale fase politica è davvero molto brutta, greve, confusa ed "a momenti" addirittura ridicola. Si è soliti dire, ed insegnare, che il potere - almeno in certe forme di Stato - "si appartiene...

UNA SCELTA DI

UNA SCELTA DI "DIRITTO UNIVERSALE"...

Il provvedimento oggetto di queste brevi riflessioni – a suo tempo “alla base” di una polemica davvero molto forte tra i vari soggetti coinvolti – aveva colpito 200 famiglie che, non avendo...

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CONTE: FIDUCIA "A SCATOLA CHIUSA!"

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ED ORA VEDIAMO CHI VERAMENTE SARA' ALL'ALTEZZA...

cottarelli quirinale_1050Crisi di Governo... Il Prof. Cottarelli, quindi, dal Presidente Mattarella, ha ricevuto l’incarico di formare il nuovo governo.

Un Governo “a termine” o “a scopo”, che dir si voglia.

Per l’ipotesi in cui ricevesse la fiducia in Parlamento, il nuovo Esecutivo “durerebbe” fino agli inizi dell’anno 2019 così provvedendo all’approvazione della nuova legge in materia di bilancio - e, ci sarebbe da augurarselo di cuore, anche di una nuova legge elettorale - “accompagnando” il Paese a nuove elezioni. Diversamente, rimarrebbe in carica soltanto per il disbrigo degli affari “correnti” ed “urgenti” e le elezioni si celebrerebbero dopo agosto.

Riandare a votare, in carenza di uno schieramento capace di sostenere con doveroso senso di Responsabilità Nazionale, un “Governo del Presidente”, sarebbe la soluzione preferibile.

Farlo senza l’approvazione di una nuova legge elettorale capace di garantire la governabilità, sarebbe un errore davvero grave, però, perché niente e nessuno è in grado di assicurare che, rivotando con le attuali regole:

1) ci sarebbe sicuramente uno schieramento e/o partito capace di conquistare il 40% dei voti e, quindi, i numeri per governare da solo il Paese, evitando i soliti “inciuci”, anche se mascherati da “contratti di governo (del cambiamento)”;

2) che, per l'ipotesi dell'ennesima carenza di un "vincitore indiscusso", si assisterebbe ad un senso istituzionale davvero diverso alla pantomima alla quale siamo stati costretti negli ultimi ottanta giorni “e passa”.

Ora avremo modo di capire meglio lo spessore di tanti politici e sedicenti leader.

Auguriamoci che “gli attori”, che i protagonisti dell’attuale fase politica – che tutto hanno fatto fino ad ora, tranne che brillare – sappiano darsi quel minimo di serietà dell’agire che sarebbe necessario, sia per le immediate sorti della nostra economia, che per la stessa “vita” del nostro Paese. Che le danze abbiano inizio...

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Il "laboratorio" politico e sociale per una nuova stagione di idee...

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