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CAMPANIA. OLTRE ALLA MODIVA, CHIUDEREI ANCHE LE SCUOLE...

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"MASSIMO, CARMINE, IN BOCCA AL LUPO!"

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CALDORO MERITA IL BIS!!!

STEFANO-CALDOROLe reiterate e continuate diatribe in atto tra i presunti "eroi" di quel che resta del centro-destra e le varie indiscrezioni variamente diffuse in rete nei giorni scorsi, comprese quelle relative ai “ricostruttori Fittiani” che parrebbero sempre più divisi tra "deluchiani", "caldoriani" e "candidato autonomo", danno la chiara dimensione di una politica sempre più contorta, astrusa e poco presente, sia a sé stessa che ai fini che dovrebbero appartenerle. La politica dovrebbe essere esclusivamente servizio. Un modo specifico per servire il proprio Paese, la propria terra e la propria gente ma, scandali ripetuti e continuati, episodi vari di arroganza, di prepotenza e di straripamento dallo specifico fine istituzionale, come le continue piroette di questo o di quel "personaggio", offrono l'idea sempre più evidente di un sistema che del bene comune se ne interessa davvero poco. Il "tutto" sembra sempre e soltanto finalizzato all'acqusizione del potere fine a sé stesso, incapace di incarnare, sia "una visione", sia quei sogni di necessaria grandezza che dovrebbero essere propri di qualsivoglia persona intenda agire per sè stesso e per gli altri.

E la nefandezza dell'infauso epilogo davvero è devastante perchè la storia l'hanno fatta sempre i sogni, la passione, le visioni illuminate e la coerenza ed il coraggio degli uomini veri, sinceramente intransigenti e autenticamente combattenti. Cose di cui il nostro Paese, soprattutto in questa fase così drammatica e disperata, ha un bisogno sempre più evidente e pregnante.

Renzi, per esempio, sta portando avanti la sua "piccola rivoluzione democratica". Alla fine non sarà una gran cosa: l'idea complessiva è quella di un impianto rabberciato, poco chiaro e finanche carente della necessitata lungimiranza del caso.

Al netto di questo irreffragabile dato, però, "a sinistra" si cerca di fare. Nel centro-destra, invece, soltanto chiacchiere e "balletti vari". E la cosa davvero è drammatica perché il centro-destra non può in alcun modo sottrarsi al compito propugnato dalla storia: continuare nelle sterili divisioni di bottega, nella sempre più totale carenza di idee appassionate e capaci di rimettere in moto le sorti di un Paese sempre più in ginocchio, sarebbe molto più di una mera carenza di spessore per involgere direttamente la dimensione del crimine vero e proprio consumato ai danni del proprio Paese e della propria gente.

E le cose non cambiano nemmeno se dal "generale", si involge "al particolare". E che il riferimento sia alla "situazione Campana" è oltremodo scontato ed immediato.

Inaccettabile che una parte dello pseudo centro-destra campano possa sostenere il Sindaco PD De Luca nella corsa a Governatore della nostra terra. E' vero che nella vita può succedere di perdere il senso delle cose, ma a tutto c'è un limite, finanche all'indecenza. Lo scenario è avvilente. Evidentemente in troppi sono sordi "al richiamo del sangue", dei sogni, dell'essere fedeli alla parola data ed ai valori intangibili di un'area che non si dovrebbe nemmeno permettere di metterli in discussione. O forse, molto più semplicemente, ma non per questo suscettibile di "attenuanti" comunque impossibili da concedere, in troppi vedono nei modi del "De Luca di turno" dinamiche di "atavica memoria", insostenibili e privi di senso.

Non ci si faccia prendere dalle "tentazioni di duplicazione della storia". La storia è un fatto sempre unico e irripetibile e certi suoi attori non sono duplicabili. Non tutti i giorni, insomma, nasce "un Mussolini", "un Churchill" o "una Thatcher", e che il decaduto sindaco “piddino” manco ci si avvicini a certe soglie - non dico di "grandezza" perchè davvero sarebbe impossibile! - ma di "almeno sufficiente" valutazione di partenza, mi sembra un dato oltremodo evidente e scontato.

Il centro-destra, anche quello campano, non può cedere alle lusinghe "del meno peggio" o della "poltrona facile". Non può farlo e assolutamente non deve! Non è vero che le "ideologie" sono finite. Non è vero che il “rosso”, il “nero” o “l'azzurro” sono scoparsi: nel cuore della gente esistono ancora, perché le persone hanno bisogno di identificarsi, di credere in cose specifiche e di dare sostanza reale ai sogni, alle speranze e ai desideri.

L'idea della politica come mera somma di soluzioni possibili ai vari problemi della specifica fase di riferimento, proprio non funziona. La storia dei popoli è sempre stata "storia del pensiero" e la politica non può e non dovrà mai sottrarsi alle necessità di una "visione lucida", programmata e programmatica delle cose che devono succedere e che si deve riuscire a veicolare. La politica, insomma, è "sogno" - che si rinnova di continuo! - e "missione" allo stato puro.

La credibilità non si conquista con le belle parole o coi gesti plateali ed eclatanti: si consuma tutti i giorni, passo dopo passo, parola dopo parola, promessa mantenuta dopo ogni singola promessa mantenuta. Chi se ne dimentica per assecondare l'ego avido e fuorviante o la peggiore delle ignominie concettuali possibili, non è degno, né di chiamarsi Italiano né di dirsi uomo del "proprio tempo".

Caldoro merita la riconferma. Sarebbe un errore fatale per il centro-destra campano dividersi per sostenere soluzioni diverse se non addirittura antinomiche.

Sarà poco “appariscente”, poco incline ai talk show o alle prime pagine dei giornali. Sarà anche un uomo dai modi semplici. Chissà. Ma Stefano Caldoro – un incontrovertibile politico, moderato nei toni, ma forte nel pensiero – è stato l'artefice effettivo di una silenziosa quanto "rivoluzionaria rivisitazione" dell'intero "sistema Campania". Anzi, prendendo spunto anche da altrui riflessioni, io parlerei chiaramente di un “modello Caldoro”: qualcosa che meriterebbe di essere addirittura approfondito in prestigiose sedi accademiche quale spunto di ben più serie e profonde riflessioni.

Insomma, Caldoro ha governato bene e l'ha fatto con sostanziale e dirompetente decisionismo. Non si è mai abbandonato alle tentazioni della ribalta mediatica. Non ha mai ceduto alle lusinghe della contrapposizione dialettica fine a sè stessa. Non ha mai perso o spostato il "baricentro" della propria azione programmatica, ma ha consumato fatti autentici e di valore riuscendo ad imporre il necessitato cambio di passo. Una "piccola rivoluzione operativa e di concetto", insomma: cose capaci di mettere finalmente in ginocchio quel "sistema" delle rendite di posizione sottese all'antagonistica politica della "spesa facile", un sistema tanto vituperato - a parole! - ma per nulla avversato nei fatti, fatta eccezione per quei "piccoli, autentici uomini" che fanno della parola data una questione d'onore prima ancora che di serietà! Ed esservi riuscito in una terra fin troppo abituata "a campare di politiche passive", è un merito fin troppo degno per essere affidato al dimenticatoio della propaganda elettorale becera e inconsistente.

Caldoro ha consumato un piccolo, grande capolavoro riducendo il debito sanitario, raggiungendo il dimezzamento del debito verso i fornitori e consumando l’annientamento del disavanzo sanitario fino al punto da "chiudere" il 2014 con un avanzo di ben 80 milioni. Una realtà amministrativa che è stata capace di far diventare la Campania una regione capofila nella diffusione della fibra ottica e che ha altresì conquistato il primato di regione italiana che ha speso più fondi europei in percentuale. Senza contare la potenziale sfida dell'Expo e la questione dei rifiuti. Da un lato, insomma, la sifda di provare a candidare la Campania come patria della Dieta Mediterranea, dall'altro la certezza del riconoscimento ufficiale di una Regione premiata dalla Federambiente e da Legambiente come l'unica realtà che è stata capace di un piano strategico per la riduzione dei rifiuti.

Se "destra" è merito e visione illuminata. Se "destra" è mantenimento della parola data. Se "destra" è legalità e senso dello Stato, e allora c'è poco da aggiungere. I "destri confusi e venduti" facciano pure quello che vogliono. Si concedano pure al PD e alla "politica della poltrona ad ogni costo!" Il popolo non è stupido, però...

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