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"CIAO GIORGIO..."

o-GIORGIO-ALBERTAZZI-facebookIl tempo passa inesorabile. Consuma le sue storie. Scandisce i suoi "perché"... Un "metronomo" rigido ed inflessibile. Un "incedere" incessante...

Se "ne stanno andando via" i più grandi. Una settimana fa, Marco Pannella. Oggi, Giorgio Albertazzi.

Persone che hanno lasciato il segno. Che hanno vissuto il sogno. Che non hanno mai trasmesso la paura "di cadere". Troppo "presi", troppo innamorati di ciò che facevano, delle cose che amavano e di quelle in cui credevano.

Ognuno ha i propri riferimenti ed ama cose specifiche. Le sfumature fanno parte di un unico, grande spettacolo. E' proprio "questo" che rende affascinante il mistero dell'oggi ma anche (e soprattutto) quello del domani.

A chi ha contribuito a quel fascino, dire grazie, è quasi scontato. Proprio come (scontato) è quel senso di vuoto che te ne deriva. Un "vuoto ricco", però, perché chi è stato davvero grande, lascia una scia. Lascia una "mappa". Ti consegna, per sempre, indelebile, un sentiero.

"L'orizzonte" è sempre là. Un "incedere incessante"... Ignoto. Magico. Stimolante ed irrefrenabile. Supera e travolge la tristezza... Porgi un saluto. Anche alla malinconia...