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A "DESTRA", SIAMO SOLI...

145586897(di Danilo Petri) - La destra odierna offre uno spettacolo desolante ed io mi trovo a guardare il passato.

Mi trovai per caso infilato nella politica attiva solo perché un amico mi chiese di “scrivergli” la campagna elettorale del 1994. Lo feci: programma, grafica e slogan dei suoi volantini e anche altre cose fra le quali alcune divertenti e persino ridicole.

Stava nascendo Alleanza Nazionale e nel Gennaio successivo vi fu la “svolta di Fiuggi”.

Le Tesi del nascente partito furono pubblicate in un inserto del “Secolo d'Italia” ed io mi rivedo immerso in una lettura attenta, meticolosa. Oggi gli ho dato una scorsa sul web e, incuriosito dalla memoria, sono andato a rovistare nel mio disordinato archivio delle cose della politica. Ho ritrovato l'inserto e, orgoglioso della mia attitudine critica, ho notato moltissime sottolineature con evidenziatore giallo: erano i punti che mi trovavano in totale o parziale disaccordo.

In sintesi e genericamente: non potevo condividere l'irriducibile conservatorismo, il richiamo pedissequo alla dottrina cattolica, la residuale forma di nazionalismo e di statalismo che si celavano fra le righe di un esauriente, interessante, per certi versi liberale progetto politico.

Vi erano i presupposti per la nascita di un partito conservatore liberale e di massa, sanciti su tutto da un ripudio di ogni totalitarismo (fascismo compreso – che poi non fu proprio regime totalitario e se lo fu si trattò di una tragica macchietta), e dall'accettazione incondizionata sia dell'economia di mercato sia della adesione al Patto Atlantico.

Vi erano anche i presupposti per ulteriori avanzamenti che il “portavoce” leader Fini tentò di implementare sul piano dei diritti. (Tralascio di dire dei fallimenti successivi, a partire dal pessimo governo 2001-2006 quando AN fu a pieno titolo una componente essenziale del PUS – partito unico della spesa).

Insomma, il lavoro del Prof. Fisichella e del redattore Malgieri proiettò l'immagine di un partito parecchio serio, sicuramente in fase di transizione e calato nella congiuntura storica, che si presentava con credibilità e “senso dello Stato” fra le offerte politiche di allora. Allora, quando Berlusconi costruì il suo partito di plastica plasmandolo a sua immagine e somiglianza, scopiazzando qua e là fra le varie dottrine dei secoli andati per dargli una parvenza di credibilità liberale.

Sono stato di “destra”? Credo di sì ma adesso non posso più esserlo, alla luce delle offerte sconclusionate dell'oggi, dei leaderini senza retroterra, dei politici poltronisti e carrieristi senza anima e cervello, dei carciofi e dei delinquenti che ancora pontificano di liberalismo, della involuzione culturale e dell'ignoranza e delle tecniche populiste che animano l'azione politica di quelli che si dicono “di destra”.

Altrove, tanto per chiarire, solo cialtroni, bugiardi, incompetenti, oppure socialisti e comunisti. Siamo soli...