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"HO CREDUTO IN HITLER!"

(Di Daniele Capezzone) - Gianmarco Pondrano Altavilla è il presidente del Centro Salvemini. Da storico coraggioso e sensibile, non ha paura di maneggiare materiale incandescente: anzi, a maggior...

"NON CI SONO LE CONDIZIONI PER UN MIO IMPEGNO ELETTORALE IL 4 MARZO PROSSIMO".

(Di Daniele Capezzone) - Non ci sono le condizioni per un mio impegno elettorale il 4 marzo prossimo. “O staremo in piedi sui princìpi, o non staremo in piedi affatto”, disse la signora Thatcher....

"Energie PER L'Italia" - Programma di governo - Cap. 10. "PER un welfare sussidiario e una sanità efficiente"...

(A cura della Redazione - Fonte: sito di "Energie PER L'Italia") - «Noi crediamo che il principale motore del “bene comune” non sia lo Stato, ma la società e le sue articolazioni spontanee: imprese...

"Energie PER L'Italia" - Programma di Governo - Cap. 3. "PER la sicurezza delle nostre città"...

(A cura della Redazione - Fonte: sito di "Energie PER L'Italia) - «La prima forma di libertà di una persona e di una società è la sua sicurezza. Non possiamo dirci veramente liberi, se non ci...

INTEGRAZIONE, ASSIMILAZIONE E LIBERTA'...

Razzismo-nei-bambini(di Danilo Petri) - La società italiana è stata plasmata da una forma originale catto-socialista. Prescindendo dagli esiti economici possiamo ben cogliere questo aspetto formativo nel rapporto confuso e presuntuoso che gli italiani hanno con l'integrazione.

Gli italiani non sono cocciuti sciovinisti come i francesi ma mutuano dai transalpini l'ottusità identitaria. Alcuni fra i problemi principali si nascondono nelle fallacie linguistiche che riempiono giornali, tv e social.

Integrazione non è sinonimo di assimilazione: quando si pretende che gli stranieri (altri usi, culture, tradizioni e religioni) si comportino come noi ci costringiamo in un vicolo senza sbocchi. L'integrazione in senso liberale forte significa inter-culturalità, inter-religiosità, accettazione di usanze discordanti nel tentativo progressivo di convivenza, tolleranza, finanche amicizia.

Gli esperimenti di integrazione europei hanno fallito questo obbiettivo per la presunzione di credere i propri costumi “superiori” a quelli altrui e pretendendo assimilazione oppure marginalizzando (in enclave e cose simili) i gruppi stranieri.

Questo errore storico origina nella volontà di imporre una libertà positiva (il socialismo ne è dottrina), ovvero: ti dico io come si fa ad essere libero. Non da meno ha agito in questo errore la presunzione identitaria e religiosa cattolica: la mia religione è la migliore del mondo. Non sottovaluterei anche le colpe di un laicismo socialista che sconfina dai suoi principi statuali per intromettersi nella sfera privata e sociale.

La nostra cultura si dovrebbe basare e consolidare nel diritto, nel parlamentarismo, nella libertà individuale delimitata soltanto dalle leggi. Quando si pensa che un “costume” straniero è ostile al buon convivere sociale, si facciano le leggi per impedirlo! Si riporti alla democrazia il compito di eliminare presunti conflitti culturali: chi ama i divieti del cavolo, ostili alla libertà individuale in nome di una libertà calata dall'alto voterà i partiti che li propongono chi ama la libertà, anche quella degli “altri”, non voterà mai quei partiti.

Riflettiamo sul fatto che i nostri costumi sono frutto di stratificazioni modaiole e non solo culturali. Si rifletta sulle mille schifezze estetiche ed etiche che illustrano il nostro mondo. Si osservi le contraddizioni di “costume” sul valore e la dignità della donna nella nostra “cultura”.

C'è sempre modo di migliorare e le contaminazioni sono sempre state fruttifere in questo senso. Insomma, ragioniamo invece di ergersi a maestri di civiltà. Il ragionamento lineare, la riflessione corazzata di buona cultura e l'amore sincero e profondo per la libertà possono consolidare il meglio della nostra civiltà: il resto è declino o resa.

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Il "laboratorio" politico e sociale per una nuova stagione di idee...

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