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IL "PARTITO DELLA NAZIONE"!

(di Fausto G. Longo) – Esiste un disvalore comune tra populisti e sovranisti: la negazione dei doveri associati ai diritti. Da qui nascono il reddito di cittadinanza, quota 100, i tamponi gratis,...

MANIFESTAZIONI SENZA SENSO...

MANIFESTAZIONI SENZA SENSO...

(di Fausto G. Longo) - 16 ottobre 2021, chiude Whirpool. Centinaia di licenziamenti. Ieri ha chiuso anche Alitalia: migliaia di lavoratori a casa. E, solo ier, altrii 4 morti sul lavoro in un...

GUARDIAMO AL FUTURO...

GUARDIAMO AL FUTURO...

(di Fausto G. Longo) - Dalle elezioni amministrative la DESTRA ne esce con le ossa rotte e con la necessità di fare una riflessione profonda al suo interno. Molti candidati sindaci e, molti...

OLTRE

OLTRE "LO STECCATO"!

(di Fausto G. Longo) - Capita spesso di ripensare ai manifesti e agli slogan che capeggiavano sui muri della vecchia sezione del Fronte della Gioventù prima e di Azione Giovani dopo. Eravamo...

SOLSTIZIO DEL PESSIMISMO...

Solstizio pessimista(di Danilo Petri) - Un tempo i politici erano profondamente istruiti sulla storia delle idee, seguivano visioni del mondo e della società frutto del lavoro dei filosofi, degli economisti, degli statisti di epoche gloriose o assassine (si chiamavano ideologie). Si dividevano a seconda delle dottrine: vi erano liberali e socialisti, liberisti e statalisti.

Un tempo anche gli elettori si dividevano proprio in base ad opposte visioni della società e del futuro.

Oggi, mentre residuali e ininfluenti intellettuali si esercitano in analisi dotte che intendono racchiudere le odierne offerte politiche nell'alveo delle categorie suddette, i politici nulla sanno del passato, della filosofia politica, delle dottrine economiche: navigano nel pragmatismo della propaganda e in quello della menzogna utile, nell'approssimazione e nell'ignoranza.

Uno squallido teatro che recita performance televisive in un gioco più grande degli stessi attori: il business TV con la gara dei costi, degli ascolti e degli spazi pubblicitari. Contemporaneamente gli elettori scelgono euristicamente, più precisamente con l'euristica del meno peggio oppure di quella del più simpatico, del più rassicurante, del più eloquente, del più promettente onestà.

In questo scenario si sono inseriti i social network che traggono la linfa delle discussioni quasi esclusivamente dalla pubblicistica di giornali e TV. Anche i migliori non possono sottrarsi, ne al palcoscenico ne alla rappresentazione, spesso greve e ignorante, offerti dalla “modernità” della comunicazione. Un circolo merdoso che tutto avvolge.

Possiamo soltanto guardare e giocare una partita più ardita, lenta e disinteressata; possiamo soltanto ripartire dai bimbi e dai giovani e da una loro adeguata istruzione. Ma non basterà: per uscire da una storia presente satura di puzza dovremo aprire ogni finestra e sperare nella potenza creatrice del caso.

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Il "laboratorio" politico e sociale per una nuova stagione di idee...

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