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"HO CREDUTO IN HITLER!"

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"NON CI SONO LE CONDIZIONI PER UN MIO IMPEGNO ELETTORALE IL 4 MARZO PROSSIMO".

(Di Daniele Capezzone) - Non ci sono le condizioni per un mio impegno elettorale il 4 marzo prossimo. “O staremo in piedi sui princìpi, o non staremo in piedi affatto”, disse la signora Thatcher....

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"NON CI SONO LE CONDIZIONI PER UN MIO IMPEGNO ELETTORALE IL 4 MARZO PROSSIMO".

Capezzone2(Di Daniele Capezzone) - Non ci sono le condizioni per un mio impegno elettorale il 4 marzo prossimo.

“O staremo in piedi sui princìpi, o non staremo in piedi affatto”, disse la signora Thatcher. Occorre dar seguito a questo tipo di insegnamenti, non solo citarli. Per questo, ecco la mia decisione e le considerazioni e gli impegni che l’hanno determinata.

Mi appare impensabile la linea Ppe-Juncker che gran parte del centrodestra sembra purtroppo adottare: errore uguale e contrario ai ribellismi e alle urla di altri. Al di là delle mediazioni verbali sui programmi scritti, infatti, da una parte si rischia di dimenticare cosa avvenne contro l’Italia nel 2011 e la precisa volontà di Berlino e Parigi (perfettamente logica e coerente, dal loro punto di vista) di ridurre l’Ue a un protettorato franco-tedesco; dall’altra, ci si incammina su una strada lepenista che non porta lontano.

Servirebbe la profonda convinzione, la credibilità, la forza (che oggi purtroppo non vedo, al di là di meritorie eccezioni individuali, e naturalmente spero di sbagliarmi) per non essere gregari di Berlino e Parigi, per trattare con dignità e autonomia, e per una profonda e insieme seria e realistica rinegoziazione in Europa.

***

Ho cercato in questa legislatura di agire al meglio delle mie possibilità e della mia coscienza. Ho avvertito ogni minuto il grande onore e l’autentico privilegio di lavorare - da liberale - nel Parlamento italiano, proprio in un momento di così grave e motivata sfiducia dei cittadini verso la politica.

E, senza illusioni ma con profonda convinzione, ho cercato di operare. per difendere la dignità della buona politica: quella che ha idee, studia, si documenta, e cerca di far discendere dai princìpi le proposte concrete.

Mi sono battuto ottenendo un risultato concreto a favore dei contribuenti italiani, da presidente della Commissione Finanze nel biennio 2013-2015: l’impignorabilità della prima casa, e in larga misura anche della seconda casa e dei beni aziendali. Nei prossimi giorni diffonderò dati in tal senso, di ciò che è cambiato dopo la riforma che ho innescato con la mia azione parlamentare a partire dal 2013.

Mi sono orientato costantemente, direi ossessivamente, nella direzione “meno tasse-meno spesa-meno debito-meno pubblico”, per una coerente linea occidentale e atlantica in politica estera (avendo come bussole Londra, Washington e Gerusalemme), e per l’allargamento, in ogni campo, della sfera della decisione individuale e privata rispetto a quella pubblica e collettiva.

Nel mio piccolissimo, lungo una traiettoria politica e parlamentare, ho cercato di onorare il monito di Hayek: oppormi alla centralizzazione economica, alla pianificazione, a tasse e spesa pubblica eccessive, non solo perché contrarie alla libertà economica, ma perché contrarie alla libertà senza aggettivi, a una concezione della vita basata su una più vasta possibilità di scelta degli individui e della società.

C’è anche in Italia (nascosta ma commovente) una nuova generazione che cerca percorsi liberali e thatcheriani, e che miracolosamente li ha scoperti per vie carsiche e imprevedibili, nonostante la scuola, l’università, i mainstream-media, gran parte della politica tradizionale. Aiutiamola.

E ci sono (altrettanto meritevoli di rispetto e gratitudine) voci liberali di persone non giovani, che dentro e fuori il perimetro “ufficiale” di certa politica, certa cultura, certi media, non smettono di combattere una battaglia coraggiosa, e sanno perseverare, nonostante condizioni oggettive spesso proibitive, nonostante censure e ostracismi, nonostante le piccole e grandi ingenerosità di cui sono oggetto.

Confermo a Raffaele Fitto la mia amicizia, personale e politica. E’ persona onesta e perbene, e soprattutto è uomo di convinzioni e di princìpi: cose più rare di un quadrifoglio nell’ambiente politico italiano.

Esprimo stima e affetto per tantissimi amici, in tutta Italia, con cui sono certo che si possano nei prossimi mesi e anni tenere vive e far crescere, insieme a Raffaele, le speranze e gli obiettivi ideali e programmatici che abbiamo suscitato per anni, a partire dalle esperienze della Convenzione Blu e di Direzione Italia. Auguro tutto il meglio ai colleghi deputati e senatori con cui abbiamo lavorato fianco a fianco in questi anni. Alcuni dei quali sono - per competenza e passione - un tesoro che meriterebbe di essere conosciuto e apprezzato. In bocca al lupo a chi fa loro si candiderà, e naturalmente anche agli altri.

Proseguirò (e sono certo che tanti altri, a partire da Raffaele, vorranno continuare questo lavoro comune, al di là delle scadenze elettorali) una semina culturale, anche rispetto ad alcune attività avviate e decise insieme da anni.

Cito quattro aspetti di questa semina, alla quale continuerò anch’io a dedicarmi, nel tempo che potrò destinare alla vita pubblica:

1. Per un verso, l’impegno nell’ambito di Acre, di cui sono vicepresidente (l’alleanza internazionale dei partiti liberali e liberalconservatori guidata dai Tories inglesi, e a cui partecipano il Likud israeliano, i Conservatori canadesi, i Repubblicani americani, i Liberali australiani, oltre a 18 formazioni europee);

2. per altro verso, il lavoro in New Direction Italia: il ramo italiano della fondazione culturale a suo tempo patrocinata dalla signora Thatcher);

3. naturalmente, il libro “Brexit. La Sfida”, scritto insieme a Federico Punzi e pubblicato dall’editore Giubilei (con il contributo di personalità italiane, inglesi e americane, e con una precisa agenda per l’indispensabile e profondo cambiamento dell’Ue, pena il declino e la riduzione a giardino franco-tedesco);

4. e poi, insieme a tanti amici, sempre a partire da Federico Punzi e dall’editore Francesco Giubilei, una nuova iniziativa editoriale, Atlantico (magazine e quotidiano online), che partirà il 26 gennaio, un appassionato e tenace tentativo di far circolare idee liberali, occidentali, pro-mercato sia su carta sia sul web e sui social media.

E sarò ancora più determinato, da cittadino, nelle battaglie di libertà e per la libertà. Desideroso di collaborare e contribuire come potrò con chi vorrà.

Ho un impegno civile lungo vent’anni, del quale sono orgoglioso, in ogni singolo momento: e ne ho passati meno di sette in Parlamento. Capace di dimettermi, di non ricandidarmi, di avere sempre una ideale lettera di dimissioni in tasca, di dire sì oppure no, assumendosene responsabilità e costi. Nessun medico prescrive di candidarsi. E nessun medico impedisce di fare battaglie culturali con passione anche fuori dalle Camere.

Auguri a tutti, e un pochino anche a me...

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